Arturia V Collection 5 Recensione

Arturia V Collection 5 [Recensione]

Il bundle di cui scrivo in questo post è in assoluto uno dei miei preferiti tra quelli riguardanti gli strumenti virtuali.

Grazie ad Arturia che mi ha dato la possibilità di provarlo, oggi ti racconto V Collection 5, la raccolta di emulazioni software di synth, organi e piani elettrici tra i più usati e famosi della storia della produzione musicale elettronica, acustica ed elettrica.

Se malauguratamente ancora non conosci questi strumenti, devi obbligatoriamente leggere questo articolo!

Se già li conosci, questa è l’occasione buona per approfondirne la conoscenza e per scoprire le novità introdotte con l’ultimo aggiornamento appena rilasciato, la versione 5.3.

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Arturia V Collection 5

Arturia V collection

V Collection 5 è la quinta incarnazione del bundle Arturia che raccoglie alcune tra le più riuscite emulazioni di strumenti a tastiera analogici.

Grazie alla tecnologia TAE® True Analog Emulation sviluppata appositamente per la realizzazione dei VSTi, le emulazioni Arturia si avvicinano enormemente al reale suono degli strumenti emulati.

Per forza di cose la copia non è identica al 100%, ma ciononostante il risultato è più che apprezzabile, specialmente per alcuni modelli.

Vediamo ora più nel dettaglio come si presenta la collezione e quali strumenti ne fanno parte.

Interfaccia

La prima cosa che colpisce vedendo uno qualsiasi dei componenti del pacchetto è la minuziosità con la quale è stata creata l’interfaccia.

Gli strumenti reali sono stati riprodotti digitalmente anche nella loro estetica. Anche in questo caso la copia però non è identica, a causa soprattutto di alcune aggiunte introdotte in diversi modelli.

Basti pensare all’Oberheim SEM, nella cui emulazione  SEM V sono stati introdotti, tra gli altri, un secondo LFO ed effetti onboard.

Arturia mini v pannello superioreIn quasi ogni strumento oltre all’interfaccia principale è presente una seconda sezione, visualizzabile o meno, nella quale sono presenti svariati controlli relativi al routing del synth o a eventuali effetti non presenti originariamente sullo strumento.

In questo modo è possibile ottenere un ibrido tra il sound caratteristico del synth analogico e la customizzazione e automazione estrema dei parametri tipica del mondo software.

Nell’immagine a sinistra puoi vedere questa sezione presente sull’emulazione del Minimoog.

In altri synth invece la seconda sezione mostra semplicemente il retro dello strumento, o altri suoi controlli normalmente non visualizzabili dalla parte anteriore. L’interfaccia del B-3 V ad esempio mostra anche dei pedali effetto (ovviamente non facenti parte dello strumento in sé).

Preset Browser

Arturia V Collection 5 preset menù

I preset sono ricercabili tramite un sistema di filtri, quali:

  • Variations, come nel caso del Prophet V, che è insieme emulazione del Prophet 5 e del Prophet VS;
  • Types, per la scelta della categoria sonora (Lead, Pad, SFX ecc.);
  • Banks, per cercare eventuali preset originali della macchina emulata;
  • Characteristics, per selezionare appunto il carattere del suono desiderato (aggressivo, semplice, complesso, ecc.)

Si possono selezionare anche più tag contemporaneamente per effettuare ricerche ancora più mirate.

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Gli Strumenti

Gli strumenti sono in totale 17. Non potendo riservare a ognuno un articolo dedicato, ne approfitto almeno per farteli conoscere e per farti sentire alcune demo audio fornite direttamente da Arturia.

Nota: Clicca su ogni immagine per ingrandirla.

Analog Lab 2

Analog Lab 2 recensione

ARP 2600 V

ARP 2600 V3

B-3 V

Arturia B-3 V

CS-80 V

Arturia CS-80 V

Farfisa V

Arturia Farfisa V

Jup-8 V

Arturia Jup-8 V

Matrix-12 V

Arturia Matrix-12 V

Mini V

Arturia Mini V recensione

Modular V

Arturia Modular V

Piano V

Arturia Piano V

Prophet V

Arturia Prophet V

SEM V

Arturia SEM V

Solina V

Arturia Solina V

Stage-73 V

Arturia Stage-73 V

Synclavier V

Arturia Synclavier V

VOX Continental V

Arturia VOX Continental V

Wurli V

Arturia Wurli V

V Collection 5.3 Update

L’aggiornamento 5.3 introduce alcune interessanti novità. Prima fra tutte il Sound Store, ovvero un negozio integrato in Analog Lab 2 nel quale poter acquistare ulteriori preset ed espansioni. Per ogni espansione si possono sentire alcuni suoni in anteprima, e per ognuna viene fornita una spiegazione con i dettagli del contenuto.

L’altra novità riguarda il Software Center. E’ stato anch’esso aggiornato, rendendo ancora più facile e immediato il download e l’attivazione delle licenze acquistate.

Il miglioramento del Preset Browser è quello su cui i possessori di controller MIDI Arturia troveranno probabilmente il maggior beneficio. Non avendone però al momento uno a disposizione, mi riservo almeno per ora di giudicare questa feature.

Per tutte le informazioni riguardanti l’aggiornamento 5.3 visita la pagina dedicata.

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In Prova

Avevo già avuto modo in passato di provare alcuni prodotti Arturia, ma mai l’intera suite al completo.

Ho passato le ultime due settimane spulciando i preset disponibili e creandomene di miei da zero. E’ stato un vero spasso! :-)

Alcuni synth già li conoscevo bene, altri li ho, per così dire, scoperti per la prima volta. I suoni di tutti sono di altissimo livello, sarebbe sciocco dire quale suona meglio dell’altro.

Se hai mai avuto modo di provare la versione reale di uno degli strumenti del bundle, sappi che la versione proposta da Arturia non ha nulla da invidiare all’originale.

Si, come ho già detto il suono non è identico, ma se consideri che qualsiasi suono ottenibile dalla macchina analogica o dalla sua controparte digitale dovrà nel 99% dei casi sottostare alle regole della post produzione audio per poter essere miscelato proficuamente con i restanti strumenti che suonano in quel dato brano, beh le differenze diventano davvero piccole.

Considerando anche i costi in gioco, posso tranquillamente affermare che se non senti il bisogno irrinunciabile di toccare le macchine con mano, V Collection è una possibilità da prendere in seria considerazione.

Se proprio devo trovare una cosa che non mi è piaciuta tra le tante che ho provato e analizzato, è un’emulazione in particolare, quella del pianoforte a coda (Concert Grand) presente su Piano V. Ho molto apprezzato lo strumento in sé, per le sfumature che si possono creare e per la ricca personalizzazione che consente di arrivare a modellare suoni molto caratteristici. Tuttavia, essendo abituato a usare per questo strumento specifico (il pianoforte a coda) strumenti virtuali basati su campionamento di pianoforti realmente suonati, il suono che tira fuori Piano V per questa patch in particolare non mi ha soddisfatto appieno.

Mi rendo conto che è un confronto non alla pari se inteso in termini di qualità assoluta. Voglio quindi precisare che, tenendo in considerazione che i pianoforti ricreati con Piano V si basano su modellazione e non su campionamento, fanno risparmiare una enorme quantità di RAM e il sound ottenibile è comunque di gran valore per praticamente qualsiasi tipo di produzione, eccezion fatta forse la ricreazione di brani di musica classica con il pianoforte unico esecutore.

Ad ogni modo, sto parlando di una patch tra le oltre 5000 disponibili! ;-)

Partendo da questi presupposti, posso dirti quali sono le mie considerazioni sul software in sé a prescindere dai sound ottenibili.

Le interfacce di tutti rendono l’utilizzo piacevole, oltre che alle orecchie, anche alla vista. Se già si ha familiarità con quel dato strumento emulato, allora sarà immediato riportare le conoscenze anche sul software, dato che i controlli sono disposti in modo identico o quasi.

La gestione dei preset uguale per tutti gli strumenti facilita ancora una volta l’utilizzo, rendendo veloce il processo di scelta dei suoni di partenza.

Le GUI sono ridimensionabili, ergo non esiste il problema di avere lo schermo troppo piccolo o troppo grande per ospitare le finestre del programma. Ho provato a portare lo zoom dell’interfaccia al limite del 200% della dimensione originaria su monitor a 27″ (2560×1440) col risultato di non avere il benché minimo sgranamento dell’immagine. Davvero molto bello e comodo.

Prezzo e Specifiche

Tutti gli strumenti presenti in V Collection 5 possono essere utilizzati su Windows e su macOS, in stand-alone o come plugin nei formati VST, AAX e Audio Units.

Sono inoltre tutti compatibili con lo standard NKS, che permette una perfetta integrazione con i controller Native Instruments.

Il suono è generato via software, non tramite campioni, per cui il peso totale delle librerie è relativamente esiguo, la somma di tutti gli installer non arriva nemmeno a 7GB. Addirittura è possibile settare il Software Center in modo tale che cancelli automaticamente i file di setup al termine della procedura di installazione, molto comodo per i producer che usano notebook con SSD, dove lo spazio occupato dev’essere centellinato.

Le risorse di sistema richieste sono anch’esse alla portata di praticamente ogni PC. V Collection necessita infatti di un processore con una frequenza di almeno 2GHz e con una memoria RAM di almeno 4GB.

Qualcosina in più ovviamente non guasta, specialmente quando si vogliono usare sullo stesso progetto più istanze contemporaneamente.

Il costo di V Collection 5 è attualmente di 499€.

Per maggiori informazioni, per l’acquisto, o per il download delle versioni demo dei vari strumenti, visita il sito Arturia.

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