Dopo averti mostrato cos’è, quando e come usare la compressione parallela, mi ritrovo qui a entrare in dettagli ancora più pratici, dedicando un articolo a come applicare la compressione parallela nel concreto.
Diverse DAW ragionano in modo diverso, in alcune è più conveniente seguire una strada invece di un’altra. I metodi che ti propongo di seguito sono validi per qualsiasi software e per qualsiasi tipo di traccia (voci, drums ecc.). Lascio valutare a te qual è il più adatto al tuo flusso di lavoro abituale.
Per ogni metodo comunque mi preoccuperò di segnalarti pro e contro, così che la tua scelta risulti ancora più semplice.
1. Mix Dry/Wet
Uno dei metodi più semplici per applicare la compressione parallela è usare un compressore che dispone del controllo mix dry/wet.
Giacché la compressione parallela altro non è che la somma di segnale non compresso più segnale compresso, avere a disposizione un plugin che permette di scegliere il dosaggio tra i due è sicuramente una scelta valida.
Nel concreto, inserisci in insert il compressore plugin che vuoi utilizzare, dal suo mix knob dosi la quantità di segnale compresso da aggiungere a quello originale.
Nota che alcuni plugin ragionano al contrario, nel senso che per alcuni 100% significa segnale completamente processato, per altri 100% significa segnale completamente NON processato.
Ad esempio guarda le interfacce dei due seguenti plugin.
Il primo in alto è l’emulazione Universal Audio dell’ottimo Distressor, mentre il secondo, in basso, è il compressore “base” compreso su Cubase.
Con entrambi è possibile dosare la percentuale tra i segnali dry e wet, ma il controllo agisce all’esatto opposto fra i due. Sul Distressor quando si trova tutto a sinistra (su Dry) significa che si sta sentendo il solo segnale non compresso. Al contrario sul Compressor di Cubase il knob tutto ruotato a sinistra sta a indicare che si sta sentendo solo il segnale compresso.
Ecco nulla di complicato, basta saperlo.
Se poi vuoi sfruttare questa modalità d’intervento ma il compressore che vuoi usare non ha un knob mix dry/wet, puoi aggirare il problema caricandolo all’interno di un plugin utility, tipo il KSHMR Chain.
Pro: semplicità, con questa modalità la compressione parallela si applica in un lampo.
Contro: controllo ridotto sul segnale compresso. Ad esempio non si può equalizzare diversamente rispetto al segnale dry.
2. Duplicare la Traccia
Seconda tecnica altrettanto semplice: duplicare la traccia che si vuole comprimere in parallelo, tenere inalterata l’originale, comprimere la copia e dosarne il livello a piacimento.
Tutto qui, né di più né di meno.
Con questa soluzione aumenta il numero delle tracce in sessione, è vero, ma no è che comprimi in parallelo proprio tutto tutto. Gestire una manciata di canali in più non farà una grossa differenza nella gestione del multi-traccia, anzi avrai un controllo sulla compressione ancora maggiore.
Pro: si può, oltre che comprimere, applicare anche altri effetti alla parallela.
Contro: è una procedura comoda per processare una sola traccia, ma per gruppi di più tracce da trattare insieme può risultare parecchio scomoda.
3. Traccia FX
La terza soluzione che ti propongo è quella di usare una traccia effetto, analogamente a come faresti con un riverbero o un delay. (Non dirmi che metti tutti i riverberi in insert eh!)
Nella pratica, fai così: crea una traccia effetto e su questa carica il compressore che applicherai 100% wet. Dalla mandata della traccia che vuoi comprimere, instrada il segnale verso la traccia effetto appena creata. Puoi impostare la mandata a unity gain (0dB) così che il segnale arrivi al compressore a un livello adeguato. Per scegliere quanto suono compresso aggiungere al mix, non ti resta che agire sul fader della traccia effetto.
Un ulteriore accorgimento è quello di impostare la mandata in pre-fader, altrimenti se durante il mix cambi il livello del canale originale ti ritrovi la copia che viene via via compressa diversamente rispetto a come l’avevi lasciata.
Se noti dall’immagine sopra, dove mostro Cubase, lo slot mandata è blu, a indicare proprio che si tratta di una mandata pre-fader. Se fosse post-fader sarebbe color arancio.
Pro: comodità, facilità di applicazione e relativa ridotta richiesta di risorse di calcolo rispetto ad altre soluzioni, più quanto già possibile fare con la duplicazione della traccia.
Contro: nessuno di rilevante.
4. Assegnazione Diretta
L’ultima strada che mi sento di suggerirti è valida solo se usi Cubase. Mi riferisco alla possibilità di sfruttare l’assegnazione diretta.
È una feature specifica di Cubase, uno dei mille motivi che la rendono la migliore DAW del mercato (a mio personalissimo parere si intende). Che poi a dire la verità non sono sicuro che anche su altre DAW non si possa fare lo stesso, ma tant’è, posso garantire solo per la DAW Steinberg.
In poche parole, questa modalità consente di instradare una o più tracce audio verso più uscite contemporaneamente, idealmente verso più tracce gruppo. L’esempio più classico è l’insieme delle tracce drum. Si possono cioè instradare kick, snare, tom ecc sia verso un gruppo drums (da non comprimere), sia verso un secondo gruppo dove applicare la compressione.
Lato pratico si fa così:
- Instrada le tracce drums verso una Traccia Gruppo, che chiamerai DRUMS. Questo sarà il gruppo attraverso il quale gestire l’insieme delle drums non compresse.
- Dalla MixConsole clicca su Configura il layout della finestra (prima icona in alto a destra).
- Metti la spunta sulla voce Assegnazione Diretta.
- Dal Menù Funzioni (icona con un ingranaggio, sempre in alto a destra) metti la spunta su Assegnazione Diretta: modalità somma attivata.
- Crea una nuova Traccia Gruppo, chiamandola qualcosa tipo DRUMS PARALLEL. Su questa traccia inserisci in insert un compressore (su quale preferire ti rimando a questa guida).
- Dalla sezione Assegnazione Diretta che sarà nel frattempo comparsa sotto Inserts e Sends, clicca su uno slot vuoto di ogni traccia che vuoi instradare verso la seconda destinazione, quindi seleziona il nuovo gruppo appena creato. Facci un click sopra per attivarlo, ed ecco che ora tutte queste tracce usciranno contemporaneamente verso due gruppi distinti. Il primo per le drums dry, il secondo per quelle da processare.
Sostanzialmente ti dovresti trovare davanti a una situazione come questa mostrata in figura.
Si, è la più laboriosa tra le tecniche, ma è forse anche quella che, in sessioni con tante tracce, semplifica parecchio il workflow.
Pro: con l’assegnazione diretta si possono creare facilmente anche più parallele in contemporanea senza dover impegnare slot mandata (ed evitando confusione con le mandate verso altri effetti o per i side-chain); è comoda principalmente per compressione di gruppi di tracce.
Contro: valida solo per Cubase (immagino che anche su altre DAW si possa fare una roba simile, ma non ti so indicare i passi esatti).
Al netto di quanto già detto, per ognuna delle tecniche puoi potenzialmente utilizzare qualsiasi tipo di compressore, analogico o digitale, multibanda, downward o upward. Insomma entro certi limiti va bene un po’ tutto.
Se puoi vuoi una mano a gestire la compressione parallela sulle tue tracce, posso aiutarti con delle lezioni personalizzate individuali via Zoom.














