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Come Equalizzare la Voce (Metodo Semplice ed Efficace)
Come Equalizzare la Voce - Metodo Semplice ed Efficace

Come Equalizzare la Voce (Metodo Semplice ed Efficace)

In questo articolo voglio mostrarti un metodo semplice ed efficace per equalizzare la voce.

Partendo dal presupposto che già sai cos’è un equalizzatore e a cosa serve, e tenendo sempre bene a mente che nei processi di mixaggio audio non esiste LA tecnica giusta, ma solo quella più adatta alla circostanza, ti invito a provare questa che segue.

Può essere applicata indistintamente a registrazioni di voce maschile e femminile, sia di cantato sia di parlato.

È una tecnica base, se sei già un pro lascia perdere e cambia pagina, ma se non lo sei dovresti provarla 😉

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L’Equalizzazione della Voce

L'Equalizzazione della Voce

Ho già premesso che per poterla applicare devi già avere delle nozioni almeno basilari su cos’è e come funziona un equalizzatore. Ci tengo a fare anche un’ulteriore premessa prima di procedere: il suono di uno strumento (voce inclusa) si fa in registrazione, non in post produzione.

L’equalizzatore su una traccia può aiutarti a modellarla un pochino e a esaltare delle qualità che la traccia già ha, ma non può creare frequenze che non sono state riprese dal microfono.

Per questo ti suggerisco, ancora prima di avventurarti nel suo mixaggio, di imparare a registrare la voce nel modo migliore possibile. Solo così potrai ottenere dei risultati soddisfacenti.

Detto questo possiamo finalmente vedere i 3 passaggi di questo sistema di equalizzazione:

  1. Pulizia
  2. Gestione Corpo
  3. Gestione Presenza

Nell’esempio che ti sto per mostrare utilizzo l’equalizzatore integrato in Cubase, ma va bene qualsiasi eq tu abbia a disposizione.

Iniziamo!

1. Pulizia

Equalizzazione Voce - Pulizia basse frequenze

Il primo passo consiste nell’eliminare, o comunque nel ridurre il più possibile le frequenze superflue.

Mi riferisco a tutte quelle più basse della frequenza fondamentale della nota più grave cantata dal cantante. Per farla più semplice, guarda l’immagine sopra.

Vedi il picco più alto e più a sinistra nell’analizzatore di spettro? Ecco, quella è l’altezza della nota cantata in quel momento.

Senti la traccia per intero e individua la sezione dove la voce canta le note più basse, troverai qual è il limite sotto il quale tutto ciò che è presente nella registrazione non è proprio della voce, ma nella maggior parte dei casi non è altro che rumore dovuto all’ambiente e al sistema di registrazione (microfono, preamp, ecc.).

Trovato questo “limite”, attenua tutte le frequenze più basse (tutto ciò che sta a sinistra di quel picco). Il vantaggio di fare ciò è duplice: da una parte avrai una traccia più pulita e dall’altro permetterai a tutti gli altri processori di segnale applicati a quella traccia di lavorare meglio.

In questo caso ho usato un filtro passa alto impostato poco oltre i 100Hz con una pendenza di 12 dB/ottava. Voci diverse richiedono interventi leggermente diversi, ma i valori da impostare cambiano solitamente pochissimo da quelli appena indicati.

L’equalizzatore di Cubase è molto comodo per questa operazione perché ha integrato un analizzatore di spettro. Se il tuo eq non lo ha, ne puoi scaricare uno gratuito. Ti suggerisco SPAN di Voxengo, disponibile per Windows e macOS nei formati VST, AAX e AU.

2. Gestione Corpo

Equalizzazione Voce - Gestione Corpo

Il secondo step è quello che chiamo gestione del corpo.

In questa fase di tratta di scegliere quanto corpo deve avere la voce. È un termine difficile da spiegare per iscritto, ci provo dicendoti che corrisponde a quella caratteristica del timbro di una traccia che dà una sensazione di calore e profondità alla traccia stessa.

Quando registri con un microfono posto troppo distante dalla bocca, potresti avere una traccia povera di corpo (e di basse). In tal caso con l’equalizzatore puoi controbilanciare questa carenza incrementandolo.

Se al contrario hai registrato con un microfono direzionale posizionato attaccato alla bocca, è plausibile che il risultato sia una traccia con troppo corpo (dovuto all’effetto di prossimità). In questa evenienza l’equalizzatore ti serve per ridurlo.

Qualunque sia la tua situazione di partenza, dovrai agire sullo stesso range frequenziale. Come nel passo numero 1 non c’è una frequenza sempre giusta sulla quale intervenire, ma posso tranquillamente dirti che se agisci grossomodo in corrispondenza della nota più grave cantata (che hai già trovato prima) vai sul sicuro.

Nell’esempio che vedi nell’immagine sopra ho attenuato di circa 3dB poco sopra i 200Hz, utilizzando un eq con Q=1.

Utilizza una equalizzatore a campana con una larghezza di banda ampia come ho fatto io e, trovata la frequenza centrale sulla quale agire, incrementa o attenua il guadagno di qualche dB. Sentirai subito delle grosse differenze e capirai se è meglio incrementare o attenuare.

3. Gestione Presenza

Equalizzazione Voce - Gestione Presenza

Siamo arrivati al terzo e ultimo passaggio da seguire per ottenere un’equalizzazione della voce ottimale in modo veloce ed efficace.

Si tratta ora di gestirne la presenza, ovvero scegliere quanto la voce dev’essere “aperta”.

Piccola parentesi, sto volontariamente utilizzando termini che potranno sembrarti alieni, ma che invece fanno parte del normale lessico audio, per cui impara a comprenderne il significato 😉

Molti microfoni di bassa qualità o alcune tipologie di microfoni dinamici non riescono a riprendere le frequenze più alte in modo appropriato. Dare un leggero boost su queste frequenze con un equalizzatore aiuta a rendere le voci più umane (passami ancora una volta il termine).

Alcuni microfoni a condensatore al contrario tendono a enfatizzare parecchio il range più alto, così come potresti trovare troppo taglienti dei timbri vocali particolari, in base proprio al timbro naturale di chi hai registrato o a come hai posizionato il microfono. In questi casi, potresti trovare utile ridurre le frequenze più alte invece che enfatizzarle.

Ancora una volta, a prescindere dalla situazione, quel che devi fare è prendere spunto dall’esempio che vedi nell’immagine sopra.

Dopo aver con un HPF ridotto le bassissime e con un eq a campana attenuato leggermente le medio-basse, ho enfatizzato tutte le frequenze più alte, con lo scopo di rendere il cantato più piacevole e soprattutto più presente nel mix.

Queste perché tipicamente quando alle voci incrementi le frequenze alte, queste tendono a venir percepite meglio e a sbucare rispetto agli altri strumenti. Al contrario quando attenui nei range superiori, la voce tende a nascondersi.

Ricapitolando, come terzo step quel che devi fare è questo: scegli una banda del tuo equalizzatore che ti permetta di selezionare come tipo di curva lo shelving e, a partire da circa 3KHz, enfatizza o riduci di qualche dB.

Applica questi tre passaggi e sentirai subito delle differenze enormi rispetto alla traccia non equalizzata.

Equalizzare la Voce è così facile?

In questo articolo ho voluto mostrarti un metodo di lavoro basilare che nonostante la sua semplicità ti permette di modellare il timbro della voce in maniera importante, e soprattutto di farlo senza incasinarti e rischiare di fare danni.

È una delle tecniche che insegno anche nel livello base del mio corso di mixaggio online, ma a differenza di quanto posso fare nelle lezioni dove i miei studenti mi vedono e sentono lavorare su una sessione multi-traccia completa, non posso qui per forza di cose mostrarti come integrare questa tecnica in un processo di mix completo (mi ci vorrebbero qualche decina di migliaia di parole in più per poterlo fare 😜).

Per ottenere il massimo dall’equalizzatore devi considerare che questo interagisce con i restanti processori che applichi alla traccia (compressore, de-esser, riverbero ecc.) e magari va leggermente rimodulato di conseguenza man mano che procedi con l’aggiunta di ognuno.

Utilizza quindi questa guida come un riferimento da cui partire. Magari non ottieni subito il sound del secolo, ma di certo puoi migliorare in un attimo le tue registrazioni vocali senza snaturarle.

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