Come Migliorare l’Acustica del tuo Home Studio

Come Migliorare l’Acustica del tuo Home Studio

Con questo articolo cercherò di darti alcuni consigli pratici che ti aiuteranno nell’arduo compito di migliorare l’acustica del tuo home studio.

Avere una stanza che “suona bene” è essenziale per poter registrare, produrre o mixare le proprie tracce. Se lavori in un ambiente dall’acustica non controllata, le possibilità che il frutto del tuo lavoro “suoni male” una volta uscito dal tuo studio sono piuttosto alte.

Per far sì che uno studio abbia un’ottima acustica, l’ideale sarebbe farlo progettare da zero a un ingegnere acustico, e quindi di conseguenza costruirlo da zero.

Non tutti hanno però questa possibilità, anzi il concetto di home studio è proprio quello di adibire una stanza della propria abitazione a mo’ di studio. E così anche l’ex camera degli ospiti o un angolo della mansarda possono diventare un home studio pratico e accogliente.

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L’Acustica dell’Home Studio

L'Acustica dell'Home Studio

Questa guida è dedicata quindi a chi vuole migliorare una stanza già esistente, a chi non può o non vuole fare lavori strutturali.

Ti darò dei consigli che ti permetteranno di migliorare l’acustica del tuo studio senza spendere una fortuna. Metti in conto però che se vuoi un risultato di qualità almeno un minimo lo devi investire.

Considera anche che normalmente negli studi professionali gli ambienti di ripresa (dove cioè si registra) e di ascolto (dove si fa la post produzione) sono ambienti diversi e trattati in modo differente.

In home studio raramente si ha questa fortuna, la stanza in cui si compone è la stessa in cui si registra ed è la stessa in cui si fa il mix.

Già è difficile ottimizzare l’acustica di una stanza per un solo scopo specifico, adattarla alla perfezione per più funzioni è al limite dell’impossibile (a meno che, di nuovo, hai una bella laurea in ingegneria acustica e fondi illimitati).

Rassegnati al fatto che le variabili in gioco sono infinite, non puoi controllarle tutte. Puoi però seguire le mie linee guida, applicarle e goderti una stanza che suona meglio di prima 😉

Cos’è l’Acustica?

Non mi piace dare nulla per scontato, faccio quindi una breve premessa nel caso in cui questi concetti base non ti siano ancora chiari.

Cosa si intende con acustica dell’home studio?

Per farla breve, con acustica si indica lo studio dell’insieme di leggi che governano il comportamento delle onde sonore.

Applicando l’espressione al contesto home studio, conoscere l’acustica della stanza significa conoscere come le onde sonore si comportano all’interno di essa, in base alle sue dimensioni, alla sua forma e a ciò che c’è al suo interno.

Tradotto in termini più pratici, l’acustica del tuo home studio rappresenta il modo in cui senti al suo interno.

Ti sarai sicuramente reso conto dall’esperienza di tutti i giorni che in stanze diverse i suoni si percepiscono in modo diverso. Ecco, in studio è bene che il modo in cui si sente sia predeterminato, non casuale, perché se così fosse, anche le tracce sulle quali lavori si sentiranno in modo casuale nelle abitazioni di chiunque le sentirà.

Qualcuno le sentirà bene, ma tanti altri le sentiranno male. Non è una bella prospettiva, vero?

Ecco perché è importante avere un’acustica controllata, perché fai in modo che ciò che produci non sia viziato da nessuna colorazione timbrica di partenza, che falserebbe abbondantemente la percezione dell’audio in uscita dalla tua DAW.

Differenze tra Isolamento e Trattamento Acustico

Il secondo (e ultimo, poi veniamo al sodo 😉) concetto base è questo: comprendere qual è la differenza tra isolamento acustico e trattamento acustico.

La faccio di nuovo breve: si esegue un isolamento acustico quando si vuole evitare che il suono si diffonda da un ambiente all’altro. Una stanza è ben isolata acusticamente quando al suo interno i suoni che provengono dall’esterno sono percepiti poco o nulla, e quelli che nascono al suo interno vengono sentiti poco o nulla all’esterno.

Isolare uno studio non significa farlo suonare bene. Per far sì che al suo interno si abbia un ascolto bilanciato, lo si deve trattare acusticamente.

Il trattamento acustico è quindi l’insieme di interventi fatti all’interno dell’ambiente di ascolto che permettono di sentire nel modo più lineare possibile ciò che esce dalle casse monitor o da un qualsiasi strumento che si vuole registrare.

Per isolare acusticamente una stanza devi necessariamente ricorrere a interventi strutturali (doppie pareti, pavimento flottante e simili).

Lo scopo di questo articolo non è spiegarti come isolare acusticamente il tuo studio, ma come farlo suonare meglio. Ti ho anche anticipato che i consigli che ti darò li potrai applicare anche in stanze già fatte e finite, per cui lasciamo da parte l’isolamento e addentriamoci nel trattamento acustico interno che ti consentirà di migliorare l’acustica della tua stanza adibita a home recording o studio di produzione.

Ecco quindi 7 consigli per migliorare l’acustica del tuo home studio.

1. Posizionare Correttamente le Casse Monitor

Posizionare Correttamente le Casse Monitor
Image credit: Genelec

Per applicare il mio primo consiglio non devi spendere una lira. La prima cosa che devi fare è banalmente posizionare correttamente le casse monitor.

Non devono essere né troppo distanti tra loro né troppo vicine, così come non devono essere né troppo vicine né troppo distanti da te.

La regola base è posizionarle in modo tale che le loro membrane occupino due degli angoli di un ipotetico triangolo equilatero, il cui terzo angolo sarà la posizione della tua testa.

In tal modo la distanza tra i monitor e le tue orecchie sarà la medesima per destra e sinistra, e così potrai preservare la giusta percezione dell’immagine stereofonica dell’audio che stai ascoltando.

È molto importante anche la posizione nella stanza in cui decidi di posizionare casse e punto di ascolto. Per ridurre la probabilità di capitare in una zona in cui c’è un accumulo sgradevole di frequenze risonanti, posizionati rivolto alla parete più stretta della stanza, a circa un terzo della lunghezza della stanza. Le casse le posizionerai quindi di conseguenza.

Prendi come riferimento di massima il grafico che vedi a inizio paragrafo.

Allo stesso modo è importante stabilire l’altezza delle casse da terra. Devono puntare esattamente verso le tue orecchie, per cui è bene che siano posizionato all’altezza del tuo capo.

Idealmente dovresti tenerle su dei supporti indipendenti, ma se le hai poggiare sulla scrivania e da lì non le puoi spostare, almeno orientale nella giusta direzione.

Trovi in qualsiasi store di settore dei supporti in spugna acustica o materiali compositi che, oltre a inclinare le casse, le disaccoppiano anche acusticamente dalla scrivania dove sono poggiate. Hai un doppio beneficio, le orienti correttamente ed eviti che la scrivania entri in risonanza.

Sul mercato ci sono tante opzioni per varie fasce di prezzo, ma te la cavi anche con una ventina di euro.

2. Misurare l’Acustica del tuo Home Studio

Misurare l'Acustica del tuo Home Studio

Per migliorare l’acustica del tuo home studio devi prima conoscerla, e per conoscerla devi misurarla.

È un’altra grossa banalità lo so, ma sai quante volte mi è capitato di trovarmi davanti persone che hanno speso centinaia se non migliaia di euro in trattamento acustico senza avere la più pallida idea di quali erano tempo di riverbero e risposta timbrica della stanza prima del trattamento?

Trattare il proprio ambiente di ascolto / ripresa senza averlo prima misurato e aspettarsi che poi suoni meglio è come pretendere di curarsi una frattura al piede facendosi fare un tatuaggio sulla spalla.

Si sono belli i tatuaggi, ma ci vuole poco a capire che il dolore al piede mica ti passa. La prima cosa da fare se ti fa un male atroce il piede magari è farti una radiografia. Così il medico vedrà subito la frattura e ti farà ingessare. Un paio di settimane d’attesa e avrai risolto il tuo problema.

Ti sembrerà un paragone insensato, ma pensa a quante volte hai visto studi (o che si spacciano per tali) che hanno la sala regia con tutte le pareti e il soffitto completamente tappezzati di pannelli fonoassorbenti, tutti uguali, tutti dello stesso spessore.

Secondo te hanno fatto un’analisi attenta delle caratteristiche acustiche della stanza prima di ricoprirla di pannelli? Te lo dico io: no.

Evita di commettere lo stesso errore, prima di avventurati nel trattamento di pareti, pavimento e soffitto, misura la risposta della tua stanza. Per farlo ti basta un microfono da misurazione (ne trovi anche a meno di 40€) e un software.

Tra i tanti disponibili ti suggerisco Room Eq Wizard. È gratuito, ti consente di estrapolare tanti dati interessanti, primi fra tutti risposta timbrica e RT60 (il tempo di riverbero) e ha un modulo che ti permette di capire a priori, ancor prima di effettuare le misurazioni, qual è la distribuzione modale della stanza in base anche alla postazione di ascolto.

PS: Con distribuzione modale intendo l’insieme di frequenze che vengono naturalmente enfatizzate dall’ambiente in base alla sua forma e dimensioni.

3. Ridurre il Riverbero Naturale

Ridurre il Riverbero Naturale

Dopo aver misurato il tempo di riverbero della tua stanza e soprattutto aver visto su quali frequenze si sviluppa maggiormente, potrai fare scelte più consapevoli per quanto riguarda l’applicazione di pannelli fonoassorbenti e trappole per bassi.

Lavorare in una stanza con un riverbero lungo come quello che trovi in chiesa non è esattamente l’ideale. Ma allo stesso tempo non è un bene nemmeno lavorare in una stanza estremamente asciutta.

Ora magari capirai meglio perché lo studio completamente ricoperto da pannelli fonoassorbenti menzionato prima è un esempio da non seguire.

Ogni pannello fonoassorbernte, in base alla sua forma, al materiale di cui è costituito e al suo spessore, assorbe solo un determinato range di frequenze.

Ad esempio, un pannello spesso 3cm è impossibile che assorba i 100Hz, è invece più probabile che sia efficace dalle frequenze medio-alte in su. Se facendo le misurazioni ti accorgi di avere una stanza con un’abbondanza di risonanze sulle frequenze basse, ricoprire le pareti di pannelli fonoassorbenti fini non farà altro che incrementare lo sbilanciamento frequenziale.

Attenuerai le frequenze che erano già carenti e così risalteranno ancora di più le frequenze che avrebbero dovuto essere attutite. Una catastrofe!

Usa invece pannelli fonoassorbenti e bass traps di varie forme e spessori, così da ridurre tutte le frequenze che sono sovra-abbondanti, evitando di applicare pannelli che vanno ad attenuare frequenze di cui invece già si sente la mancanza.

Il risultato finale dovrebbe essere un ambiente con un tempo di riverbero compreso tra 0,2 e 0,5 secondi, grossomodo uniforme su tutto lo spettro frequenziale.

Dovessi solo registrare, il tempo di riverbero potrebbe anche essere superiore a 1 secondo, ma mixare in una stanza con oltre un secondo di riverbero diventa parecchio complesso.

Spingiti quindi più verso i 0,2 secondi se devi solo mixare / produrre in-the-box, o verso i 0,5 secondi se devi anche registrare strumenti acustici.

4. Sfruttare Mobilio e Arredo

Sfruttare Mobilio e Arredo

Prima di acquistare un solo centimetro quadro di materiale fonoassorbente, approfitta di quello che hai già.

In molti casi gli elementi d’arredo già presenti nella propria abitazione possono essere sfruttati non solo per il loro fine primario, ma anche come assorbitori / diffusori acustici in home studio.

Un bel divano con sopra dei cuscini, una poltrona o una libreria colma di libri (magari che parlando proprio di acustica e home recording) possono tranquillamente fungere da trappole per bassi.

Certo la poltrona non te la vendono con una tabella indicante il suo grado di assorbimento per ogni frequenza, ma se misuri l’acustica della stanza prima e dopo averla posizionata nello studio, capirai in un attimo quali frequenze sta attenuando e di quanto 😉

Tende in tessuto grosso e tappeti sono invece degli ottimi assorbitori per le frequenze più alte.

Se, come da premesse, stai organizzando come home studio una stanza della tua abitazione, tutte queste cose le hai già. Posizionarle nella camera nella giusta posizione ti farà risparmiare parecchie centinaia di euro in materiale fonoassorbente specifico.

5. Ridurre le Prime Riflessioni

Ridurre le Prime Riflessioni per Migliorare Acustica Home Studio
Image credit: Eurokustik

Ok ora non ne puoi più fare a meno, anche se hai posizionato nell’home studio qualche mobile è quasi certo che devi iniziare a piazzare anche dei pannelli assorbenti.

Sul quanti, la questione dipende ancora una volta dalle misurazioni fatte.

Il mio consiglio è di avanzare per gradi. Non acquistare subito decine di pannelli, prendine solo qualcuno, posizionalo, ripeti le misurazioni e solo dopo e solo se necessario acquistane degli altri.

Sul dove posizionarli posso darti un’indicazione più precisa.

Per avere un ascolto più definito quel che devi fare è, oltre a contenere il riverbero, contrastare il più possibile le prime riflessioni.

Le prime riflessioni sono le onde sonore che, sviluppandosi dalle membrane delle casse monitor, sbattono una sola volta sulle superfici (pareti e soffitto in primis) prima di arrivare alle orecchie.

Queste onde percorrono una distanza maggiore rispetto a quelle che dalle casse arrivano in linea retta alla testa, per cui giungono alle orecchie con un pochino di ritardo rispetto a quelle dirette. Queste onde “ritardatarie” tendono a sporcare la percezione specialmente di suoni con transienti netti, come suoni di batteria e percussioni in genere, ma non solo.

Alla luce di ciò, il primo posto in cui posizionare i pannelli assorbenti è nei punti in cui le onde sonore generate dalle casse incontrano le pareti prima di venir rimbalzate verso le orecchie.

Pensa al tuo home studio come una versione 3D del piano di un tavolo da biliardo, dove le onde sonore rimbalzano sulle superfici così come fanno le palle sul panno verde.

Il primo posto in cui posizionare i pannelli fonoassorbenti è quindi sulle pareti laterali (destra e sinistra) e sul soffitto, esattamente a metà strada tra le casse e la postazione d’ascolto.

La seconda zona da ricoprire è quella alle spalle delle casse, in modo che le onde posteriori non inneschino fenomeni di risonanza o cancellazione di fase.

6. Usare Diffusori Passivi

Diffusori Passivi Home Recording Studio
Image credit: Vicoustic

Un modo ulteriore per ridurre l’impatto di risonanze spiacevoli e far sì che si abbia un’acustica ben bilanciata è utilizzare dei diffusori passivi.

No, non sto parlando di casse passive. Mi riferisco a strutture, tipicamente in legno o in materiali compositi, che per via della loro forma riflettono in modo casuale le onde sonore che ci sbattono contro.

Ce ne sono di varie forme e dimensioni. Ne puoi vedere un esempio nell’immagine qua sopra.

Idealmente, se hai posizionato le bass traps negli angoli della stanza e i pannelli assorbenti ai lati e sul soffitto, i diffusori li piazzerai sulla parete posteriore rispetto alla postazione d’ascolto.

Vanno anch’essi applicati direttamente sulla parete. Così come per gli altri elementi per il trattamento acustico possono essere incollati o appesi sui muri della stanza.

Il loro costo è piuttosto variabile, ma tendenzialmente sono più costosi dei pannelli assorbenti. Va detto comunque che probabilmente ne userai meno, potrebbe essere sufficiente ricoprire anche un solo metro quadro di superficie, o anche meno.

Tutto dipende dalla cubatura del tuo ambiente di lavoro.

7. Correggere la Risposta degli Studio Monitor

Correggere la Risposta degli Studio Monitor in Home Studio

Bene, ora che hai posizionato tutti gli elementi che ho indicato, preoccupandoti di rifare le misurazioni dopo ogni aggiunta per verificare di aver agito correttamente, puoi seguire quest’ultimo consiglio.

Il suggerimento è: utilizza un software per la correzione acustica dei tuoi monitor da studio.

Anche se sei riuscito a ottenere un buon risultato seguendo i passaggi che ho già indicato, modellare l’equalizzazione delle casse ti darà quel qualcosa in più che non pensavi di riuscire a raggiungere.

Come ho già indicato anche nell’articolo dedicato alle differenze tra il mixaggio in cuffia o su casse monitor, ribadisco l’importanza di sistemi come ARC 3 di IK Multimedia e Reference 4 di Sonarworks.

Si tratta in entrambi i casi di un insieme di:

  • Microfono da misurazione
  • Software di calibrazione
  • Plugin di correzione

Il software serve a effettuare la misurazione acustica della stanza, che eseguirai tramite il microfono in dotazione.

Dopo aver fatto la misurazione, avrai un profilo del tuo studio che potrai caricare su un plugin dedicato da inserire come ultimo insert sulla tua DAW.

In questo modo avrai un ascolto ancora più lineare.

PS: Se hai già un microfono da misurazione qualsiasi puoi acquistare anche il solo software, non è consigliato ma è tecnicamente fattibile.

Produzione, Mixaggio e Mastering in Home Recording Studio

Chiudo questo articolo con un piccolo disclaimer. Avere un home studio dall’acustica bilanciata non ti renderà automaticamente un mago della produzione, del mixaggio o del mastering.

Se i tuoi brani non suonano bene perché non sei capace di impostare correttamente compressori, eq e riverberi, non è che se migliori la stanza miglioreranno automaticamente anche i tuoi mix.

Per intenderci, se non sai guidare una Panda, non è che se sali su una Ferrari diventi automaticamente campione del mondo di Formula 1. Magari prima devi iniziare a capire a cosa serve il volante 😉

Paragoni stravaganti a parte, quel che è certo è che se invece hai già un buon metodo di lavoro, migliorare la tua stanza farà una differenza enorme nella qualità finale delle tue tracce. Provare per credere!

Se parti da zero, ancor prima di pensare al trattamento acustico, impara a usare per bene la tua DAW, e se magari il tuo scopo è migliorare i tuoi mix, lascia che ti insegni come fare con il mio corso online semi-personalizzato.

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