Come Posizionare i Monitor da Studio
Come Posizionare i Monitor da Studio

Come Posizionare i Monitor da Studio

Usare delle belle casse monitor è considerata la base da cui non si può prescindere per fare mixaggio e mastering come si deve. Ma allo stesso livello di importanza c’è la scelta su come posizionare i monitor da studio.

È del tutto inutile spendere per una coppia di alta qualità se la si tiene in un punto sbagliato della stanza o se non la si punta correttamente.

In questo articolo ti do tutte le indicazioni necessarie affinché sia in grado di ottimizzare la resa dei tuoi monitor da studio. Ti suggerirò dove e come posizionarli e come orientarli. Ti darò anche qualche nozione tecnica e ti indicherò dei modelli specifici che valgono la spesa.

C’è tanta roba di cui parlare, mettiti comodo.

Come posizionare le Casse Monitor

Come posizionare le Casse Monitor

A cosa servono i monitor da studio lo sai già immagino. In caso contrario riassumo all’osso dicendo che hanno la peculiarità di offrire un ascolto lineare, al contrario di quanto accade con casse hi-fi o di altro tipo che per “farsi belle” esagerano bassi e/o alti.

Ascolto lineare = mix e master bilanciati. Ascolto NON lineare = mix e master che suonano bene SOLO in studio e che suonano probabilmente male in qualsiasi altro sistema di ascolto.

Posizionare correttamente le casse monitor in studio significa garantirsi la resa migliore possibile, perché il loro posizionamento influisce in modo importante sulla loro linearità.

Tutti i modelli sono costruiti con determinati presupposti. Il produttore si aspetta che vengano inseriti in un certo contesto, non per niente anche negli stessi manuali tecnici sono spesso riportate le indicazioni su come è meglio sistemarli.

Tenere le casse monitor nel posto giusto, alla giusta altezza e con il giusto orientamento fa sì che l’ascolto sia ragionevolmente neutro e bilanciato.

Sai che basta posizionarle in modo anche solo leggermente asimmetrico per sballare completamente l’immagine stereo dei tuoi mix? Ecco, per evitare brutte sorprese segui i miei consigli.

Nearfield, Midfield, Farfield

SCM110ASL Pro Farfield Monitor
Image credit: ATC Audio

La scelta della posizione delle casse è conseguente alla scelta della cassa in sé. Esistono tre famiglie principali di casse monitor, che si differenziano per dimensioni (e peso, cosa non trascurabile), resa e costo.

Ognuna delle tre famiglie ha delle caratteristiche peculiari. Date le loro proprietà, in home studio è scontata la scelta di un solo tipo, o al massimo quando si ha spazio e denaro, la scelta ricade tra due tipologie. Ti riassumo brevemente i loro tratti salienti.

Nearfield | Casse relativamente piccole, tipicamente a due vie (con due amplificatori indipendenti per basse / medie e alte frequenze) e dal costo tutto sommato contenuto.

Midfield | Dalle due si passa alle tre vie (con driver per basse, medie e alte separati), aumentano le dimensioni (anche il doppio rispetto ad alcune nearfield), aumenta la spesa per averle e aumentano le richieste di spazio per una buona resa.

Farfield | Chiamati anche main monitor, i modelli che ricadono sotto questa categoria sono solitamente delle bestie. Grandissimi (anche un metro di larghezza), pesantissimi (superano sovente i 100kg) e costosissimi (dai 50.000€ in su per la coppia).

Vien da sé che queste ultime trovano spazio esclusivamente negli studi professionali più dotati. Per usare le midfield devi avere una stanza piuttosto grande, perché oltre a essere voluminose loro, necessitano di essere posizionate lontane l’una dall’altra e di conseguenza dal punto di ascolto. Hanno in sostanza bisogno di accortezze particolari che non sempre possono venir soddisfatte in un home studio.

Ci concentriamo quindi sulle nearfield.

L’ascolto in Home Studio

Scelta la famiglia su cui attingere (poi ti mostrerò anche dei modelli specifici) devi considerare il contesto generale, ovvero la stanza nella quale le userai.

Idealmente dovresti trattare acusticamente il tuo home studio proprio in funzione delle casse monitor che hai. Su questo tema ho già scritto sul blog, puoi approfondire leggendo l’articolo Come Migliorare l’Acustica del tuo Home Studio.

Tornando al posizionamento delle monitor, il primo fattore da considerare è la simmetria della postazione di ascolto rispetto alla stanza nel suo insieme. Scrivania e casse andrebbero indirizzate verso la parete con il lato corto della stanza, in modo tale che le onde sonore abbiano spazio a sufficienza per svilupparsi e che le riflessioni provenienti dalle spalle non siano troppo ravvicinate.

Evita accuratamente di stare vicino agli angoli, perché sono i punti peggiori dove poter piazzare una cassa. Cerca di stare equidistante rispetto alle pareti laterali.

Avere la posizione di ascolto a circa un terzo della lunghezza complessiva della stanza è la soluzione che presenta meno problemi.

Posizionare i Monitor da Studio

Posizionare i Monitor da Studio
Image credit: Genelec

Per scegliere la distanza ottimale tra le casse monitor tieni in considerazione i seguenti fattori.

Primo fra tutti il numero e la dimensione degli schermi della tua workstation. Lavori su un 24″ o tieni due 27″ uno affianco all’altro? Più sei costretto a tenere le casse lontane tra loro, più devi stare tu lontano da loro.

Di norma è consigliabile stare intorno al metro e mezzo di distanza, o comunque non oltre i 2m e non al di sotto di 1m. Allontanandosi o avvicinandosi troppo, oltre a cambiare il bilanciamento tra suono diretto e riflessioni della stanza, cambia anche la sensibilità nella percezione dell’apertura stereo.

A prescindere dalla distanza, l’obiettivo è avere un triangolo equilatero dove in due vertici sono presenti le facciate delle casse e nel terzo la tua testa. Il triangolo immaginario può essere anche più aperto o più chiuso, ma sappi che così facendo cambia la percezione dell’apertura stereo.

Non tenere le casse attaccate alla parete, ma non preoccuparti troppo di trovare la distanza “perfetta”. C’è chi dice 30cm, chi dice mezzo metro, chi addirittura uno. La realtà è che ci saranno delle interferenze qualsiasi sia la distanza dalla parete che sta dietro le casse.

Sulle casse solo le altissime frequenze sono direzionali, sulle medie l’emissione si apre e sulle basse la cassa ha una diffusione sferica o quasi. Questo è, tra gli altri, uno dei motivi per cui le farfield vengono incassate dentro le pareti, non subire cioè interferenze dovute alle riflessioni posteriori.

Inoltre le riflessioni posteriori si combinano con le risonanze proprie dell’ambiente, per cui ciò che accade è che se tot centimetri sono la distanza “giusta” in una stanza, in un’altra stanza gli stessi centimetri creano un suono completamente sbilanciato, proprio perché la stanza in sé influisce sul risultato. Bisogna fare delle prove empiriche, c’è poco da fare. L’alternativa è prendersi una laurea in ingegneria acustica 😉

A che Altezza?

Oltre alla distanza tra loro e te, devi badare anche all’altezza delle casse monitor da terra. Se le poggi solamente sulla scrivania rischi di puntartele verso il petto invece che verso le orecchie. Risultato? Senti meno chiaro e tenderai a enfatizzare le alte più del dovuto in mix. Ricordi quanto ho appena detto sulla direzionalità delle frequenze alte? Ecco.

Lo stesso accade se le tieni su un ripiano troppo rialzato.

Altezza casse monitor
Image credit: ADAM Audio

Ogni cassa ha un suo asse acustico, quel punto cioè dove l’emissione del monitor risulta bilanciata. Nelle nearfiled questo punto si trova tipicamente più o meno verso il bordo del woofer. Per avere informazioni più specifiche sul modello che hai scelto guarda nel suo manuale. Se non è specificato nulla, fai fede all’indicazione che ti ho appena dato.

Non fosse chiaro, le casse devono essere posizionate a un’altezza tale per cui il loro asse acustico risulti alla stessa altezza delle tue orecchie quando ti trovi in posizione di ascolto.

Casse con i driver disposti in modo differente hanno un asse acustico posizionato altrove. Ecco alcuni esempi.

Asse Acustico Monitor da Studio
Image credit: ADAM Audio

Considera anche che per alcuni modelli c’è un destro e un sinistro, le casse non sono identiche tra loro. Accade più spesso nei midfield che nei nearfiled, ma è comunque bene tenerlo a mente. In questi casi si può comunque invertire la destra con la sinistra, ma si deve di conseguenza cambiare la distanza di ascolto (perché si sposta l’asse acustico internamento o esternamente al triangolo).

Studio Monitors Destra e Sinistra
Image credit: ADAM Audio

Per aggirare il problema del puntamento alcune casse montano già su dei supporti orientabili, come ad esempio le IK Multimedia iLoud MTM, che tra l’altro sono anche molto pratiche per chi sta in spazi ristretti.

IK Multimedia iLoud MTM

In Orizzontale o in Verticale?

isopuck isolation pad studio monitor
Image credit: IsoAcoustics

Una volta compresa l’importanza dell’ascolto in asse risulta irrilevante la scelta di un posizionamento orizzontale o verticale.

Solo per alcuni modelli specifici è assolutamente sconsigliato variare, ma in questi casi il produttore è ben attento a segnalarlo nel manuale tecnico.

Sia che scegli di posizionarli in un senso o nell’altro, in entrambi i casi evita di poggiarli direttamente sulla scrivania. Devi disaccoppiarli acusticamente da qualsiasi cosa possa creare risonanze. Spendi poco scegliendo degli isolation pad. Ce ne sono di diversi tipi e forme, in spugna acustica o in materiali compositi (vedi immagine sopra).

Costano relativamente poco ma sono di fondamentale importanza, ecco perché li ho inseriti anche nella lista dei 10 accessori che non possono mancare nell’home studio.

Volendoti concedere un lusso, potresti optare per dei supporti dedicati, sia da poggiare direttamente a terra, sia da montare sulla scrivania.

Impara a Mixare le tue Tracce

Solo Casse Monitor?

Non solo casse monitor per mixing e mastering

A questo punto dovresti essere pienamente consapevole di come posizionare le casse monitor nel tuo home studio. Se però ti manca ancora l’ingrediente principale, cioè le casse, ti do qualche altro suggerimento.

È bene non limitarsi a una sola coppia di ascolti. Ok usare le nearfield per il 99% del tempo, ma quando sei nelle ultime fasi di lavoro è bene testare i tuoi mix e master anche in altri supporti.

Non fai male se ti tieni in studio anche una coppia di casse hifi o un sistema di ascolto per PC 2.1 e una piccola cassa bluetooth. Il motivo è avere un riscontro di come sentirà poi il tuo lavoro l’utente comune.

Quando hai più sistemi di ascolto in studio guai però a metterli uno sopra l’altro o ad attaccarli uno accanto all’altro. Tanto vale altrimenti fare tutto il casino per posizionare bene e isolare gli ascolti principali 😅

Lo vedo purtroppo fare in troppi home studio, non commettere lo stesso errore anche tu.

Oltre alle casse ricordati anche di fare un ascolto con delle cuffie di qualità e con degli auricolari o degli in ear. Sulle cuffiette, una buona scelta solo le AirPods Apple, non fosse altro che sono tra le più diffuse in assoluto. Ti lascio qualche link per valutare un’eventuale promo su Amazon:

Anche un paio di cuffie hifi con ANC vanno bene allo scopo (ribadisco, non per mixare, ma solo come ultimo ascolto di controllo). Lo scopo resta quello di avere più riscontri possibili.

Se non hai spazio o vuoi limitare la spesa c’è sempre l’opzione software. Ci sono ormai parecchi plugin per Windows e macOS, nei formati VST, AU e AAX il cui compito è simulare un ascolto in diversi sistemi di diffusione differenti, dalle famiglie di casse alle cuffie, passando per l’ascolto in auto o in contesti live.

Uno su tutti: MixChecker Pro.

Migliori Monitor per Home Studio

Veniamo ora ai modelli specifici. Mi limito a indicartene due: uno economico e uno di fascia media.

ADAM Audio T5V

Stando su budget bassi, sui 300€ la coppia o giù di lì, ti consiglio le ADAM Audio T5V. Sono casse a 2 vie, con risposta in frequenza che si estende da 45Hz a 25kHz, woofer da 5″ e tweeter U-ART (tecnologia proprietaria ADAM) da 1,9″, con crossover impostato a 3kHz.

ADAM Audio A7V

Per poco più del doppio puoi portarti a casa una A7V, sempre ADAM Audio. Ricordati però che te ne servono due 😉
Sempre a due vie, con woofer da 7″ e tweeter X-ART (di classe superiore rispetto a quello delle T5V) volendo ruotabile per una disposizione orizzontale. La risposta in frequenza si allarga ulteriormente, passa a un range che va da 40Hz a 45kHz. Con capacità DPS integrate per l’auto-correzione acustica grazie al software Sonarworks (più info nel prossimo paragrafo).

In tutto l’articolo salta fuori spesso ADAM, ma ci sono anche altri produttori altrettanto validi, i cui prodotti tendono a non essere particolarmente economici. Mi riferisco a nomi come Genelec, Neumann, Dynaudio o Focal tra gli altri.

Per maggiori indicazioni riguardo la scelta del modello ti rimando alla mia guida Come Scegliere le Casse Monitor per l’Home Studio.

Ha poco senso investire una cifra troppo bassa. Se vuoi spendere non più di 100€ meglio che cambi obiettivo e punti direttamente su una cuffia, essendo però consapevole di tutto ciò che ne consegue.

Casse Monitor o Cuffie

Su questo argomento mi sono già dilungato nell’articolo È meglio Mixare in Cuffia o su Casse Monitor?. Ti rimando alla sua lettura per approfondire.

Qui ti dico comunque che puoi ulteriormente migliorare la resa delle casse monitor, a prescindere da quale modello scegli, utilizzando un plugin per la loro calibrazione.

Questo genere di software funziona grossomodo così: tramite un microfono dedicato (venduto insieme) e un’app stand-alone (sempre compresa) si effettua una misurazione una tantum della risposta delle casse nella stanza nella quale sono posizionate. Elaborato un profilo risultante dalla misurazione, lo si carica – in un plugin dedicato – nell’ultimo insert del master out della DAW. Così facendo il plugin riequalizza l’uscita della DAW, e quindi dei monitor, in modo da bilanciarne ulteriormente la risposta.

I migliori a svolgere il compito sono probabilmente i sitemi ARC di IK Multimedia e SoundID di Sonarworws. Dai link appena visti apri i relativi articoli del blog nel quale li racconto più nel dettaglio.

Mixaggio e Mastering con gli Studio Monitor

Per fare un buon mix o un buon master non basta certo avere dei bei monitor sistemati a dovere. È necessario prima di tutto avere tutta una serie di competenze tecniche.

Devi ovviamente conoscere bene la tua DAW e, scontato dirlo, avere un metodo di lavoro efficace.

Imparare da soli non è semplicissimo, ma con le giuste fonti si possono creare delle buone basi. Per sviluppare le tue ti suggerisco la lettura dei libri che elenco qui.

Se poi vuoi un aiuto più consistente, posso dartelo personalmente con delle lezioni online personalizzate o con il percorso Cubase Mix Academy.

Scarica la mia Mixing e Mastering Checklist
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