Compressione Downward e Upward: Cos’è, Differenze e Plugin
Compressione Downward e Upward

Compressione Downward e Upward: Cos’è, Differenze e Plugin

Se fai musica o lavori con l’audio sai già sicuramente cos’è un compressore e come funziona. È però più probabile che ti siano meno familiari le espressioni compressione downward e compressione upward.

Si parla sempre di compressione audio, ma ci si riferisce a due modi molto diversi di applicare il compressore su una traccia, che sia in produzione, in mixaggio o in mastering.

In questo articolo cerco di spiegarti in modo semplice cosa sono questi tipi di compressione, quali sono le loro differenze principali e quando è meglio usare l’uno piuttosto che l’altro.

A fine articolo ti rimando anche ad alcuni plugin utili per applicare entrambe le tecniche di compressione.

Come funziona un Compressore

Come funziona un Compressore
Image credits: AMS Neve

Ho già scritto una guida base sulla compressione e ho anche realizzato un intero video corso che insegna a usare il compressore in produzione e mixaggio.

Ti rimando a questi contenuti per ulteriori approfondimenti, qui mi limito giusto a darti due parole di contesto.

Il compressore è un processore di segnale che agisce riducendo la dinamica della traccia audio sulla quale è applicato.

Detto in altri termini, il compressore riduce la “distanza” tra le porzioni di traccia che hanno un volume più alto e quelle che lo hanno più basso, riducendo di conseguenza gli sbalzi di volume nel tempo.

E fin qui ci siamo.

Il punto è che si può raggiungere il medesimo risultato praticando due strade diverse: applicando la downward compression o la upward compression.

Compressione Downward

La compressione downward è quella che tutti considerano la compressione tradizionale, chiamata anche compressione verso il basso.

Il suo funzionamento è abbastanza intuitivo. Si imposta una determinata soglia (threhsold) e il compressore comprime (cioè riduce) il livello del segnale che supera la soglia, mentre lascia passare inalterato quello che non la raggiunge.

Sto semplificando ma più o meno è così. Piuttosto lineare, no?

Bene, allora perché se già questo è un ottimo sistema per ridurre la dinamica di una traccia me ne serve un altro?

Perché la compressione downward ha, tra gli altri, un grave effetto collaterale.

Agisce sulle parti di segnale che hanno il volume più alto e di conseguenza va spesso, se non sempre, a modificare i transienti di attacco.

Semplificando potrei dire che l’attacco di un suono corrisponde all’istante in cui il suono “nasce” (ad esempio l’esatto istante in cui la bacchetta colpisce il rullante) e proprio in questa fase sono comprese tante informazioni timbriche necessarie a definire la qualità di quel dato suono.

Risultato, se comprimo erroneamente l’attacco di uno strumento all’interno di una traccia, rischio di snaturare il suono di quello strumento. Ecco perché è stra-fondamentale saper impostare correttamente il parametro attack in un compressore, proprio per evitare questi problemi (spiego come farlo nel dettaglio con esempi pratici nel mio video corso di cui ti ho accennato prima).

Ed ecco che per limitare potenziali problemi ci viene in soccorso il compressore upward.

Sia chiaro, si sceglie di applicare una compressione upward invece di una downward anche per altri motivi, ma preservare l’attacco degli strumenti è comunque una buona scusa.

Compressione Upward

La compressione upward, nota anche come compressione verso l’alto, permette come la downward di ridurre il range dinamico di una traccia, ma lo fa in un modo diverso.

A prima vista un compressore di questa famiglia potrebbe essere quasi irriconoscibile da uno dell’altra specie, perché di fatto è solo uno il fattore differenziante significativo.

Su un compressore upward si imposta sempre una threshold che determina lo spartiacque tra dove il compressore deve agire e dove non deve farlo.

La differenza sta nel fatto che in modalità upward il compressore lascia inalterato ciò che supera la soglia e alza il volume del segnale che non la raggiunge.

Più è lontano il segnale dalla soglia, più viene alzato, analogamente (ma all’inverso) di ciò che accade con un compressore downward che abbassa di più il segnale che ha superato tanto la soglia rispetto a quello che l’ha superata di poco.

Ci sono dei pro e ovviamente anche dei contro nello scegliere un compressore upward rispetto a uno downward.

Con un compressore upward si ha un’enfasi del segnale tra un transiente d’attacco e l’altro. La sua azione è meno trasparente, o per meglio dire si presta meglio a “essere sentita”.

Permette forse più di un compressore tradizionale di aumentare il livello percepito di una traccia, ma al contempo risulta forse meno semplice da applicare su gruppi di tracce o in mastering.

È invece ottimo quando si vuole dare movimento a una singola traccia, facendo in modo che il corpo del suono salga di volume ritmicamente con il brano.

Compressore Audio - Video Corso Online

Compressori Plugin Upward

Compressori Plugin Upward

Vorrei farti provare in prima persona l’effetto di un compressore upward. Qualsiasi esempio ti possa fare io risulterebbe falsato dal materiale di partenza e dai parametri impostati, per cui ti suggerisco alcuni plugin con cui poterti sbizzarrire in autonomia.

Il primo, e probabilmente più vecchiotto di tutti, è l’MV2 di Waves. Non è sicuramente il mio preferito ma è utile per sentire velocemente il risultato di questo tipo di compressione.

Certamente è molto meglio il Pro-MB FabFilter, compressore multi-banda (impostabile però anche su banda singola) che agisce sia in downward sia in upward (agendo sul parametro RANGE).

È possibile impostare la compressione upward anche sui moduli Dynamics e Maximizer di Ozone, e anche nel bellissimo compressore smart:comp 2 di Sonible.

Passando sul freeware, non posso non segnalare il famoso OTT, multibanda che agisce in entrambe le modalità, e il suo omologo Steinberg, ovvero Squasher, compreso su Cubase Pro, Artist ed Elements.

Provane almeno uno, e se poi hai difficoltà ad applicarlo sui tuoi brani posso darti una mano io con delle lezioni individuali online.

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