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Cos’è l’Effetto di Prossimità di un Microfono
Cos'è l'Effetto di Prossimità di un Microfono

Cos’è l’Effetto di Prossimità di un Microfono

In questa breve guida ti spiego cos’è e come sfruttare l’effetto di prossimità del microfono per le tue registrazioni.

Se registri nel tuo home studio delle voci, conoscere e saper gestire questo effetto causato dalla natura stessa di alcuni microfoni ti tornerà enormemente utile.

Dopo averti spiegato cos’è, ti darò anche dei rimandi per conoscere dei modelli specifici di microfono adatti alla ripresa della voce e grazie ai quai potrai sperimentare con l’effetto di prossimità.

Ma partiamo dall’inizio.

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L’Effetto di Prossimità

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Poco fa ti ho detto che conoscere l’effetto di prossimità ti sarà utile se registri delle voci.

Questo è corretto ma incompleto. È si vero, ma è anche vero che bisogna considerare questa importante caratteristica dei microfoni non solo nella ripresa vocale.

Per spiegarla in parole semplici, posso dire che: l’effetto di prossimità è la tendenza dei microfoni direzionali a enfatizzare la loro risposta alle basse frequenze quando sono posti molto vicini alla sorgente sonora che stanno riprendendo.

Con risposta mi riferisco ovviamente alla risposta in frequenza. Se ancora non sai cos’è, prima di proseguire nella lettura dai prima uno sguardo a questo articolo: Cos’è la Risposta in Frequenza di un Microfono.

Quando e Come Usare l’Effetto di Prossimità

Da quanto detto ne deriva che non solo la voce ma ogni strumento microfonato da molto vicino (meno di un centimetro di distanza) sarà ripreso con una quantità di bassi superiore al normale.

Se da una parte potrebbe sembrare un grosso problema, dall’altra si trasforma in una grossa opportunità.

Ad esempio di può sfruttare l’effetto di prossimità per “ingrossare” una voce che per sua natura ha un timbro fine. Per farlo sarà sufficiente registrarla col microfono praticamente attaccato alla bocca o quasi.

Attenzione però, perché registrare una voce a così poca distanza innesca un altro problema.

Come ho già segnalato anche nel post Registrazione Voce: 5 Errori da Evitare, uno di questi è proprio posizionare il microfono troppo vicino alla bocca.

Ciò che succede è che se il cantante si sposta anche solo di pochi centimetri mentre canta, si avrà una variazione dinamica sul file registrato troppo ampia per poter essere gestita correttamente in fase di mixaggio.

Questo problema non consiste invece se stai registrando una chitarra elettrica dall’amplificatore.

In tal caso non c’è il rischio che microfono e sorgente sonora cambino la loro distanza reciproca durante la registrazione, per cui può essere un buon modo per enfatizzare le basse magari di un riff rock. Un discorso analogo è possibile farlo anche per la ripresa del basso elettrico, non solo della chitarra.

Ora che hai capito in cosa consiste questo effetto vediamo perché accade e quali microfoni usare per poterlo ottenere.

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Microfoni Direzionali per l’Home Studio

Effetto-di-Prossimità-Microfono-Direzionale
Foto credit: Aston Mics

L’effetto di prossimità come detto è prerogativa dei microfoni direzionali, o detta diversamente, non lo è dei microfoni omnidirezionali.

Ciò dipende dall’anatomia stessa dei microfoni direzionali, che sono tali per via di una sorta di “condotti forzati” integrati nella loro struttura che fanno sì che le onde sonore investano le due facce della membrana del microfono (atta a recepire le onde stesse) in istanti temporali diversi.

Senza entrare troppo in tecnicismi, ti basti sapere che quando le onde sonore arrivano al microfono da una distanza molto ravvicinata, la membrana si comporta in modo diverso di quando le onde arrivano da più lontano (e di quando cioè aumenta la possibilità che onde magari di riflesso arrivino al microfono posteriormente).

Questo diverso comportamento si traduce come detto in un’enfatizzazione nella ripresa delle frequenze più basse.

Giusto per farti un esempio, guarda il grafico qui di seguito.

Shure-Beta52-Risposta-in-Frequenza-Effetto-di-Prossimità

Hai appena visto la risposta in frequenza dello Shure Beta 52A, microfono direzionale (supercardioide) utilizzato per la ripresa della cassa della batteria.

La linea continua del grafico mostra la risposta del microfono in situazioni “normali”, quelle tratteggiate indicano la modifica nella risposta sulle basse in base alla distanza dalla sorgente.

Noterai che sulle frequenze più basse la variazione di ampiezza del segnale captato arriva a superare i 15dB per distanze uguali a pochi millimetri.

Il Beta 52A è abbastanza caratteristico, altri modelli sono molto più delicati e lineari.

Tornando al primo esempio fatto, se vuoi sfruttare l’effetto di prossimità per la registrazione della voce, qui trovi una lista di microfoni relativamente economici coi quali poter sperimentare: Microfono per Voce a meno di 300€ | Guida all’Acquisto.

Impara a Mixare!

Direi che ora hai abbastanza informazioni per iniziare a fare le tue registrazioni in modo un pochino più consapevole.

Se poi hai bisogno anche di mixare le tue tracce ma ancora non sei capace a farlo, posso insegnartelo io, sia che tu parta da zero sia che già abbia un po’ di esperienza.

Fossi interessato a capirne di più, visita la pagina contenente le informazioni sulla mia Consulenza Audio Online.

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