De-Esser sulla Voce: Quando e Come si usa
De-Esser sulla Voce - quando e come si usa

De-Esser sulla Voce: Quando e Come si usa

In questo articolo ti mostrerò cos’è e come usare il de-esser, un processore di dinamica fondamentale nel mix della voce, sia nel cantato sia nel parlato.

Senza questo prezioso strumento tante voci, specialmente quelle con determinati timbri ripresi con certi microfoni, risulterebbero praticamente inascoltabili.

Alla stregua di equalizzatore e compressore però, anche il de-esser deve essere usato correttamente, pena il peggioramento della situazione iniziale (e non il suo miglioramento come auspicato).

Ecco quindi tutto quello che devi sapere sull’utilizzo del de-esser.

A cosa serve il De-Esser

A cosa serve il De-Esser

Il de-esser serve per attenuare il livello (volume) dei suoni sibilanti.

Con questa espressione ci si riferisce al caratteristico timbro generato dalla pronuncia di alcune consonanti, come la S o la F, ma non solo.

L’accumulo di sibilanti è dovuto a un insieme di cause. Prima fra tutte ovviamente il timbro di partenza della voce, ma su questo influiscono enormemente anche altri parametri. Il microfono scelto, il suo posizionamento, l’utilizzo o meno di un filtro anti-pop e il preamp utilizzato sono solo alcuni.

Come indico anche nel mio eBook Home Studio Vox ci sono alcuni accorgimenti da seguire in fase di ripresa che aiutano a ridurre il problema all’origine. Se però ormai il danno è fatto e quando senti pronunciare le S ti si rizzano i capelli non ti resta che affidarti a un de-esser.

Lo trovi già integrato in qualsiasi DAW o come plugin VST, AU o AAX. Più avanti nell’articolo ti mostro alcuni esempi.

In entrambi i casi, quello che fa è attenuare il volume delle frequenze che enfatizzano l’effetto sibilante, rendendolo meno evidente o nascondendolo del tutto.

Come si usa il De-Esser

Come si usa il De-Esser

Il de-esser di norma si applica nell‘insert di una traccia vocale. Non c’è una posizione esatta della catena di processamento che vada bene sempre.

Personalmente tendo ad applicarlo prima del compressore, in modo che quest’ultimo poi non venga innescato proprio dalle sibilanti e lavori a sua volta meglio.

Alcune volte si rivela più efficace dopo, altre ancora può rivelarsi necessario aprirne più istanze, magari una all’inizio e una alla fine della catena di processamento. Come detto, non c’è una regola assoluta valida sempre e soprattutto bada che non è nemmeno necessario usarlo sempre. Se di base la voce suona bene alla pronuncia di tutte le consonanti, non ha senso aggiungere un de-esser, che magari va a rovinare il timbro invece che a migliorarlo.

Un’altra tecnica molto efficace che mostro a chi segue le mie lezioni online e la mia Cubase Mix Academy è quella di applicarlo (anche) nelle tracce effetto, nello slot insert precedente a quello dove è inserito il riverbero o il delay. Così facendo, le sibilanti vengono attenuate parecchio prima che la voce venga effettata, con il risultato di avere il suono degli effetti decisamente più pulito.

Ad ogni modo, quando lo si deve usare va ovviamente impostato nel modo corretto.

I passi da seguire sono questi:

  • Inseriscilo nella catena effetti in insert.
  • Seleziona il range frequenziale su cui farlo agire. Ti rendi facilmente conto di qual è guardando un analizzatore di spettro mentre riproduci una parola contenente una sibilante. Di norma comunque parliamo di una zona intorno ai 5-10kHz o giù di lì.
  • Abbassa la soglia fin quando incontra il livello delle sibilanti.
  • Imposta la quantità d’intervento. Evita di farlo agire troppo pesantemente, altrimenti sembrerà che chi ha registrato abbia un problema di pronuncia.
  • Aggiusta il release. Per evitare, un volta innescato, che il de-esser vada ad attenuare il volume anche delle lettere pronunciate subito dopo quelle sibilanti, accorcia se necessario il tempo di rilascio così che smetta di funzionare più rapidamente.

Scontato dire che devi sempre fare un check d’ascolto prima / dopo per verificare di aver cambiato in meglio la qualità della traccia e non in peggio.

Il De-Esser in Mixaggio e Mastering

L’uso del de-esser lo si associa in automatico alle voci. In effetti nasce per questa applicazione, ma sappi che puoi usarlo anche in altri contesti, sia in mixing che in mastering.

Ad esempio un de-esser applicato sulle tracce di batteria riduce l’eventuale suono “harsh” dei piatti. Lo stesso vale se lo usi su synth dal timbro particolarmente aggressivo, su chitarre elettriche distorte con fuzz o addirittura su interi mix e master.

La regola di base resta comunque quella da applicare anche con altri processori di segnale: se lo applichi su una traccia singola puoi fare interventi anche medio-pesanti, se lo applichi su gruppi di tracce o su un intero mix gli interventi devono essere più delicati, o gli effetti collaterali saranno maggiori dei benefici.

Alternative al De-Esser

Che tu senta il bisogno di attenuare il suono aspro sulla voce o su qualsiasi altra traccia, puoi scegliere anche strade diverse rispetto al de-esser che sono altrettanto efficaci.

Il de-esser di base è un compressore. Si differenzia da quelli che normalmente chiamiamo compressori perché mentre questi ultimi di norma agiscono broadband, cioè su tutto lo spettro frequenziale, il de-esser agisce su un intervallo di frequenze ben definito.

Ma se invece di un compressore boradband usi un compressore multibanda, puoi impostarlo in modo tale che agisca solo sulle frequenze sibilanti e quindi così che si comporti esattamente come un de-esser.

Oppure potresti lasciar proprio perdere i compressori e usare un equalizzatore dinamico. Se attivi una sola banda, la punti sulle frequenze più invadenti e la fai attivare solo quando il segnale supera una certa soglia, hai ancora una volta il medesimo risultato.

Tra l’altro entrambe queste due soluzioni alternative le puoi usare anche quando hai bisogno di attenuare non solo le sibilanti ma anche le plosive della voce.

De-Esser Plugin

De-Esser Plugin

Come già accennato, il de-esser te lo trovi già bello che pronto sulla tua DAW. Ma se cerchi qualcosa di più sofisticato o semplicemente quello incorporato nella DAW non ti soddisfa, puoi scegliere un plugin di terze parti.

Tra la miriade di quelli presenti sul mercato mi sento di suggerirtene alcuni più di altri.

smart:deess. Basato su intelligenza artificiale, il plugin di Sonible è probabilmente uno di quelli che “suonano” meglio e creano meno effetti collaterali.

Pro-DS. Con un pratico feedback visuale (come per lo smart:dees ma non basato su AI) il plugin FabFilter è tra i più pratici ed efficaci del mercato.

Se invece cerchi un plugin da usare sul master per rendere il timbro generale più morbido, ti suggerisco il modulo Stabilizer compreso su Ozone Advanced e Standard, due varianti di quello che reputo essere il miglior plugin all-in-one per il mastering.

De-Esser Free

De-Esser Free

Passando invece ai de-esser gratuiti, non c’è poi così tanta scelta. Forse perché per essere gratis solitamente sono anche basici, ma basici lo sono anche quelli integrati sulle DAW, quindi che senso ha scegliere un’alternativa di pari livello se non inferiore?

Tant’è che almeno uno tra quelli disponibili vale la pena di essere provato. Mi riferisco al T-De-Esser di Techivation, che ho anche inserito nella mia lista dei migliori plugin freeware.

Detto questo non mi resta che salutarti. Ti ricordo solo che se vuoi approfondire l’uso di questo fondamentale processore di segnale, possono esserti utili le mie lezioni personalizzate o Cubase Mix Academy.

Scarica la mia Mixing e Mastering Checklist
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