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Le Fasi della Produzione Musicale (Spiegate Facili)
Le Fasi della Produzione Musicale Spiegate Facili

Le Fasi della Produzione Musicale (Spiegate Facili)

Spiegare le fasi della produzione musicale in modo semplice è un’impresa. Sto già rimpiangendo il titolo che ho dato a questo articolo 😅

Ci voglio comunque provare, dandoti la mia su cosa sono, come si sviluppano e in cosa si differenziano le fasi del processo di produzione di un brano.

Lo faccio per dare una risposta a chiunque si chieda quali sono i passi che portano una canzone dalla testa dell’artista fino a una playlist su Spotify.

Dai, provo a farla facile.

Le Fasi di Produzione di una Traccia

Le Fasi di Produzione di una Traccia

Inizio facendo una prima distinzione fondamentale, quella tra le fasi di realizzazione di un brano di musica esclusivamente digitale (elettronica, ma non solo) e quelle che interessano un brano di musica (anche) suonata.

Nel primo caso le casistiche sono così varie che è difficile fare una distinzione chiara tra le fasi del flusso di lavoro dell’artista, che in molti casi nei contesti “non pro” è colui il quale si occupa di tutto quanto, dalla composizione al mastering.

Nel caso di brani suonati da strumenti reali le cose cambiano un pochino, ma non drasticamente.

In ogni caso considera che quanto ti dirò non è da intendersi come regola fissa, proprio per via della natura del mondo della produzione musicale odierno, parecchio diverso da quello che era anche solo pochi anni fa.

Eh già, immagini come quella qua sopra ormai sono un’eccezione. La musica non si acquista più nei negozi di dischi, praticamente non la si acquista più, punto. La si sente gratis su YouTube o la si “noleggia” sulle piattaforme di streaming.

Ma questa è un’altra storia, torniamo a noi.

Vedi quella che segue come un’indicazione di massima che ti aiuterà a discernere i vari stadi di lavorazione di una traccia.

Semplificando si può dividere l’intero processo in 3 macro-passaggi:

  1. Pre-Produzione
  2. Produzione
  3. Post-Produzione

Ognuno di questi può essere svolto nel proprio home studio così come in uno studio professionale. In base alle proprie possibilità si sceglierà una strada piuttosto che l’altra.

Vediamo più da vicino come sono strutturati.

Pre-Produzione Musicale

Pre-Produzione Musicale

La Pre-Produzione è la fase iniziale del processo di realizzazione di un brano.

Spesso coincide con la fase di composizione vera e propria, con l’atto creativo. Il tutto dipende dal genere musicale sul quale si sta lavorando.

Un cantautore magari arriva in pre-produzione con un brano già scritto, del quale però ha solo il testo e la sequenza di accordi, strimpellati finora alla buona su una chitarra o un piano, giusto per avere un riferimento armonico.

La pre-produzione di un brano basato su strumenti virtuali nasce invece già dentro la DAW, e comprende la fase di composizione in toto.

Per una band la pre-produzione può comprendere le sessioni in sala prove, per un producer elettronico può significare iniziare a modellare dei samples o dei loops fino a trovare una melodia da usare come punto di partenza per la produzione vera e propria.

Qualsiasi sia il genere musicale è sottinteso che entro il termine di questa fase il brano dev’essere già stato scritto. Non necessariamente per intero, è sufficiente una bozza della melodia e/o testo e della possibile armonia.

La struttura può essere ancora provvisoria, così come le patch degli strumenti virtuali usati o il tipo di distorsione della chitarra elettrica. Questo giusto per fare alcuni esempi.

Composizione

È ovvio che se vuoi scrivere musica devi conoscere la musica, ma non necessariamente devi avere grandi conoscenze teoriche, per tanti generi musicali bastano giusto le basi.

Non voglio sminuire l’importanza dello studio accademico, ci mancherebbe, ma è un dato di fatto che non devi per forza essere uscito dal conservatorio per saper scrivere una canzone.

Certo più conoscenze hai meglio è, sarà molto più agevole curare l’arrangiamento e arrivare a un brano che suoni come si deve. Diversamente dovrai poi compensare con la pratica, o aiutandoti con dei tool che ti accompagnino nella creazione della tua traccia.

Mi riferisco a strumenti come Scaler, utilissimo plugin (per Windows e Mac – VST, AAX e AU) che ti aiuta in tanti modi diversi.

Scaler - Plugin Produzione - Scale e Accordi

Ti fa scoprire nuove scale, ti agevola nel mettere un accordo dietro all’altro, scrive per te accordi che non saresti in grado di costruire da solo, ti assiste nel trovare il giusto mood.

Tra le tante cose che puoi fare con questo plugin c’è il riconoscimento della scala.

Esempio pratico: con la tua tastiera MIDI collegata alla DAW hai trovato una melodia che ti piace ma non hai la più pallida idea di quali accordi usare per accompagnarla.

Basta che attivi la modalità Detect, suoni la tua melodia e Scaler ti dice che scala hai utilizzato per suonarla e ti suggerisce una possibile successione di accordi adatta appunto ad accompagnare quella melodia.

Niente male, eh?

Ti assicuro che puoi sfruttarlo non solo se sei completamente digiuno di teoria musicale, ma anche se già avendo una buona padronanza della materia vuoi solamente trovare nuovi spunti.

Se non ci credi scarica la trial gratuita e provalo tu stesso 😉

Produzione Musicale

Produzione Musicale

Hai terminato la composizione, ok magari anche imbrogliando, ma chi se ne frega, l’importante è che ora hai la tua bella traccia pronta per affrontare la Produzione vera e propria!

In questa fase prenderà forma il brano nella sua interezza.

L’arrangiamento si fa completo. Gli strumenti virtuali temporanei che hai usato in pre-produzione diventano ora definitivi. Si eseguono tutte le registrazioni audio, che saranno anch’esse definitive.

Vediamo meglio ogni stadio.

Arrangiamento

L’arrangiamento è quel processo che porta un brano solo abbozzato a divenire completo in ogni sua forma, così come sarà eseguito da quel momento in avanti. Si sviluppa una struttura, si sceglie ad esempio se ci sarà e quanto dureranno l’intro e l’outro, quanti strumenti ci saranno e cosa suoneranno durante le strofe, per quante volte si ripeterà il ritornello e così via.

Scrivere un buon arrangiamento è uno dei passi più importanti da seguire se si vuole alla fine avere una brano che suoni bene.

Per intenderci, se i vari strumenti non si sposano bene tra loro a livello compositivo, è molto complesso se non impossibile far sì che lo facciano poi in mixaggio.

Ti faccio due esempi banali per spiegare meglio ciò che intendo:

  1. Brano elettronico: usi un kick sintetizzato e un synth bass. Scrivi una linea di basso sulla stessa nota sulla quale è intonato il kick. Arrangi la song in modo che kick e bass suonino contemporaneamente.
    Sai, vero, che il kick non sbucherà nel mix manco a pagarlo? Sarà inevitabilmente mangiato dal basso. Se è quel che vuoi ok, ma se avevi in mente di tenere il kick in primo piano, dovrai fare i salti mortali in mixaggio per portarlo avanti al basso.
  2. Brano rock: usi la stessa chitarra e lo stesso setup su ampli e pedalboard per la parte solista e la parte ritmica. Durante l’assolo aggiungi nell’arrangiamento altre 4 linee ritmiche sovrapposte.
    Sai, vero, che il solo si perderà tra le chitarre ritmiche? Se stai lavorando a un brano post-rock magari è proprio l’effetto che volevi, se stai facendo prog invece non credo proprio sia il risultato a cui puntavi.

Ecco, tieni presente aspetti come questi. Non c’è nulla di giusto o sbagliato a prescindere, va sempre contestualizzato. L’importante è essere consci che tutto ciò che riguarda l’arrangiamento ha ripercussioni su tutto il resto.

Registrazione Audio

La registrazione si esegue sempre in multi-traccia. Ciò significa che deve essere utilizzata, all’interno della sessione di ripresa, almeno una traccia per strumento.

Spessissimo ne vengono utilizzate parecchie di più, specialmente quando si ha sufficiente budget e tempo a disposizione.

Ad esempio una tipica tracklist di un brano rock (o dintorni) potrebbe essere questa:

  1. Kick
  2. Snare
  3. HiHat
  4. Tom 1
  5. Tom 2
  6. F. Tom
  7. OH L
  8. OH R
  9. Bass
  10. Gtr Rtm L
  11. Gtr Rtm R
  12. Guitar Solo
  13. Keys L
  14. Keys R
  15. Vox

Il numero di tracce può crescere a dismisura quando l’arrangiamento è più complesso e/o si hanno a disposizione tanti microfoni.

In questi casi non avrai più ad esempio il solo Kick, ma avrai magari Kick In, Kick Out e Kick Sub (microfono dentro, fuori e sub – un particolare microfono usato per riprendere le frequenze più basse della grancassa).

Non più solo Snare, ma Snare Top e Snare Bottom (microfono sopra e sotto). Non più solo Gtr Rtm L (chitarra ritmica sinistra), ma Gtr Rtm L DI, Gtr Rtm L 57, Gtr Rtm L 414, Gtr Rtm L 121 (in base al modello di mic o alla DI Box utilizzati).

Il discorso è lo stesso se usi strumenti virtuali.

Produzione con i VSTi

Se per il tuo brano hai registrato basso, chitarra e voce ma per scelta o necessità hai preferito una batteria virtuale a una reale, evita di tenere tutto il kit in un’unica traccia stereo.

Tante batterie plugin permettono di instradare i vari pezzi del kit su uscite diverse, in modo da avere poi una traccia audio per ogni pelle o piatto.

IK-Multimedia-MODO-DRUM-Mixer

Nell’immagine qua sopra puoi vedere la sezione mixer di MODO Drum, la batteria virtuale di IK Multimedia che, oltre ai microfoni su ogni elemento, offre anche la possibilità di sentire (ed esportare) separatamente anche overhead e room.

Se hai scritto un brano di musica elettronica e hai usato una drum machine, la regola da seguire è esattamente la stessa. Separa ogni canale prima di arrivare alla post produzione.

drumvolution - Multi output

Ad esempio la kontakt library Drumvolution, utilizzabile per la produzione elettronica di praticamente qualsiasi sotto-genere, offre il supporto al multi-output.

Post Produzione Audio

Post Produzione Audio / Musicale

Ok, hai scritto, arrangiato e registrato per intero il tuo brano. Sei arrivato all’ultimo step prima della pubblicazione: la Post Produzione.

In questa fase le percentuali tra lavoro artistico e tecnico per certi versi si invertono. Fermo restando che è ancora possibile dare libero sfogo alla creatività per ottenere risultati originali, è però anche vero che si deve iniziare a fare i conti con dei paletti “tecnici” imposti dal mezzo digitale e dal tipo di distribuzione che il brano avrà.

Se il tuo brano dovrà finire su Apple Music, Spotify, YouTube o qualsiasi altro servizio di streaming online, dovrà avere delle caratteristiche tecniche differenti rispetto a quelle che dovrebbe avere se finisse su vinile o su CD (aspetta, esistono ancora i CD audio?!).

Ad ogni modo, schematizzando l’intero processo di post produzione, potrei dire che è suddiviso in 3 sotto-fasi:

  1. Editing
  2. Mixaggio
  3. Mastering

Cerchiamo di capire cosa si fa in ognuna di esse.

Editing

L’editing è la prima parte del processo di post produzione e probabilmente la meno divertente. Direi addirittura più tendente al noioso, ma stra-fondamentale se ci si vuole approcciare al mixaggio nel modo migliore possibile.

Nell’editing sono comprese tutte quelle operazioni necessarie a fare ordine nella sessione di lavoro. Ti faccio qualche piccolo esempio di quel che si fa solitamente:

  • Si tolgono i momenti di silenzio presunto (il solo rumore/fruscio di fondo) nelle tracce audio.
  • Si scelgono fra le registrazioni fatte le take migliori e si cancellano le peggiori, o si creano di sana pianta le “take migliori”, estrapolando pezzetto per pezzetto ogni parte venuta meglio fra tutte le take registrate (si fa sia su strumenti sia su registrazioni di voci).
  • Se necessario, si rimettono a tempo o si reintonano le tracce suonate/cantante non alla perfezione.
  • Si organizza il progetto predisponendolo per la sessione di mixaggio.

Mixaggio

Con il nostro progetto bello che ripulito possiamo finalmente iniziare a mixare!

Come ho già scritto in un altro articolo, il mixaggio audio è quell’insieme di tecniche che consente, partendo da un gruppo più o meno ampio di tracce audio indipendenti, di unire e amalgamare queste ultime al fine di ottenere come risultato un unico flusso sonoro stereofonico.

È durante il mixaggio che si applicano tutti i processori di segnale utili ad amalgamare, correggere o arricchire le tracce: compressori, equalizzatori, gate, riverberi, delay, limiter e qualsiasi altro effetto ti venga in mente.

Il sound effettivo del brano lo si costruisce in mixaggio. Vuoi un timbro caldo o freddo? Preferisci sentire tutti gli strumenti in faccia o li vuoi tenere più distanti? Vuoi un suono moderno o vintage? Vuoi un brano rilassato con un’ampia dinamica o super loud?

Partendo dallo stesso materiale audio, applicare una tecnica di mixaggio invece di un’altra consente di arrivare a risultati completamente diversi. Per questo è importante avere un metodo di lavoro chiaro, altrimenti si rischia che ogni nuovo brano mixato suonerà in modo completamente diverso dal precedente.

Mastering

Terminato il mixaggio si inizia il mastering.

Questo è un passaggio fondamentale, perché è proprio ora che si smussano e limano i dettagli e si rende un brano pronto per la distribuzione.

Il mastering è un procedimento ancora più tecnico rispetto al mixaggio. Si lavora tipicamente su un unico file stereofonico con alcuni dei processori già usati prima (es. compressore, eq, limiter), ma si applicano in modo diverso.

Fondamentale importanza in mastering è il sistema e l’ambiente d’ascolto. Dev’essere il più neutrale e bilanciato possibile, per evitare di introdurre colorazioni non volute nel risultato finale.

Se nel tuo home studio non hai un grosso budget o non puoi materialmente permetterti di intervenire sulla struttura della stanza per ottimizzarne l’acustica, puoi usare prodotti come Reference 4 o ARC 3, che aiutano le tue casse monitor ad adattarsi meglio all’ambiente in cui sono poste.

Sonarworks Reference 4
IK-Multimedia-ARC-3

Non avrai lo stesso ascolto di uno studio da mastering professionale (anche perché sicuramente non avrai gli stessi diffusori) ma migliorerai, in alcuni casi drasticamente, la qualità del tuo ascolto.

È tutto! Dopo il mastering sei pronto a far conoscere il tuo brano al mondo 😀

Nelle produzioni di alto livello l’intero processo mostrato fin qui è seguito da tante persone, sicuramente non da una sola. C’è chi si occupa solo della composizione, chi dell’arrangiamento, chi della registrazione, chi della microfonazione, chi del mixaggio, chi del mastering e così via.

Tienilo in considerazione quando segui in autonomia tutte le fasi di lavorazione in solitudine nel tuo home studio e ti senti frustrato perché non raggiungi gli stessi risultati che senti nei brani dei tuoi artisti preferiti.

Puoi comunque raggiungere dei risultati più che dignitosi anche solo creandoti un setup ottimizzato per il tuo budget, e soprattutto imparando a seguire correttamente tutte le fasi di lavorazione.

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