Filtro Anti-Pop: Cos’è, a Cosa Serve e Quando Usarlo
Filtro Anti-Pop: Cos’è, a Cosa Serve e Quando Usarlo

Filtro Anti-Pop: Cos’è, a Cosa Serve e Quando Usarlo

Il filtro anti-pop è un grande alleato quando si registra la voce. Con voce intendo sia cantata sia parlata, in entrambe le situazioni infatti il filtro anti-pop può aiutare parecchio a ottenere una ripresa migliore.

C’è però filtro e filtro, non sono tutti identici, e soprattutto c’è modo e modo di usarlo. È sufficiente sbagliare di poco la distanza dal microfono per rendere il suo utilizzo completamente vano.

In questo articolo cerco di fare chiarezza sull’argomento, così che possa anche tu usare il filtro anti-pop per migliorare le tue registrazioni vocali.

Cos’è e a cosa serve il Filtro Anti-Pop

Cos'è e a cosa serve il filtro anti-pop

Il filtro anti-pop, chiamato a volte anche da noi con l’inglese pop filter, consiste in una membrana da frapporre tra la bocca di chi sta registrando e il microfono.

Sono certo che lo avrai già visto usare da tantissime persone. Magari sei però meno consapevole del perché lo si usa. Volendo fare il cattivo direi che anche tanti che lo usano non sanno perché lo fanno. Ma non sono cattivo e quindi non lo dico 😌

Il filtro anti-pop serve a ridurre le sibilanti e le plosive che altrimenti rischierebbero di rovinare una registrazione vocale. I suoni sibilanti sono quelli provocati dalla pronuncia di alcune consonanti, come la S e la F, mentre le plosive derivano dalla pronuncia della P e della B.

Riducendo il volume di questi suoni di disturbo si ottiene un timbro più naturale e piacevole, e di conseguenza più semplice da mixare in post produzione. Certo si possono attenuare sibilanti e plosive anche in post, usando de-esser o altri plugin specifici, ma partire con un suono già bilanciato aiuta non poco.

È quindi di vitale importanza registrare la voce al meglio possibile. Farlo utilizzando un pop filter facilita il compito.

Quando usare un Anti-Pop e quando non farlo

Il filtro anti-pop si usa ogniqualvolta la voce che si sta registrando produce sibilanti o plosive fastidiose. La causa del problema non è la voce in sé, o meglio, non solo.

Il fatto che in ripresa si acquisiscano o meno questi suoni dipende da più variabili. Certo la voce stessa in primis, ma influisce anche il microfono usato (per registrare la voce alcuni microfoni sono meglio di altri), il suo posizionamento rispetto alla bocca, il preamp utilizzato, le sue impostazioni e altre variabili ancora.

Ciò non toglie che il grosso si può ripulire, anzi si può evitare proprio di riprenderlo, anche solo con un pop filter.

Si può usare quindi potenzialmente sempre (a patto di averne bisogno) a meno che il microfono che si sta usando già lo abbia integrato.

Considerando che il filtro tende a inscurire, anche se molto leggermente, il timbro vocale, registrare tramite un doppio sistema di filtraggio rischia di far acquisire una voce più scura del dovuto.

Ad esempio alcuni microfoni dinamici hanno già al loro interno una struttura che svolge il medesimo compito. In questi casi un secondo filtro esterno a volte aiuta ancora di più, altre rischia di essere eccessivo. Si deve perciò valutare facendo una prova con e senza per sentire come viene meglio la ripresa.

Esempi di questi microfoni sono lo Shure SM7B e la sua variante SM7dB, oppure il microfono da broadcast Rode Procaster, giusto per citarne alcuni.

Come si posiziona l’Anti-Pop

Sibilanti e plosive sono causate da sbuffi d’aria che arrivano alla membrana del microfono. È lo spostamento d’aria che dà origine al problema.

Quel che fa il filtro anti-pop in sostanza è smorzare gli sbuffi d’aria. Nulla di più.

Perché funzioni è però fondamentale che ci sia spazio a sufficienza tra il filtro e il microfono, altrimenti non ci sarà sufficiente dispersione d’aria. In altre parole, se lo tieni attaccato al microfono, tanto vale che non lo metti proprio. L’ideale sarebbe tenerlo ad almeno 3-5cm dalla griglia del microfono, se si riesce un po’ di più è anche meglio.

È per questo che alcuni dinamici pensati per la voce hanno un sistema di filtraggio interno: perché dovendoli per forza posizionare molto vicini alla bocca a causa della loro bassa sensibilità, non c’è lo spazio materiale per far fare bene il suo lavoro al pop filter esterno.

Usare il filtro anti-pop quindi è un po’ come registrare con il microfono a testa in giù. Ha senso farlo se lo si fa bene e con uno scopo, altrimenti meglio lasciar perdere.

Tipi di Filtro Anti-Pop

Prima di vedere i diversi tipi di filtri anti-pop faccio una precisazione.

Capita che si confondano spesso con i filtri anti vento (windshield). Mentre i primi sono utilizzati per gli scopi di cui sopra, questi ultimi servono a smorzare l’impatto del vento sul microfono. Sono quindi usati principalmente per riprese in esterna e hanno una forma anche molto diversa.

Il classico “gatto morto” (espressione bruttina, lo so, ma non l’ho coniata io) lo si vede infatti spesso ad esempio quando c’è al lavoro un boom operator. Vedi l’immagine qui sotto per capire a cosa mi riferisco.

Boom operator

Ci sono anche dei filtri anti vento differenti, con una forma realizzata ad hoc in modo tale da avvolgere completamente la griglia del microfono.

In mancanza d’altro tali modelli possono essere usati a mo’ di anti-pop, ma è essenziale tenere a mente che seppur abbiano una maggiore capacità filtrante, causano anche un aumento dei possibili effetti collaterali. Meno pop e sibilanti, ma voce più cupa.

Quello di seguito ne è un esempio, applicabile su diversi microfoni Rode.

Rode WS2 antivento

Torniamo ai pop filter.

Il modello tradizionale prevede una struttura circolare alla quale è fissato nel nylon o del tessuto finissimo. Questa struttura tramite un braccio snodabile si fissa all’asta del microfono così che si possa posizionare come si preferisce. In alternativa al nylon esistono anche delle varianti realizzate con retina metallica o schiuma acustica.

Un filtro come questo può essere usato per qualunque microfono, di qualsiasi tipologia, forma e dimensione. Si acquistano per due soldi, anche su Amazon.

Filtro anti-pop economico classico

Esistono però anche tanti filtri anti-pop realizzati appositamente per microfoni specifici. Sono spesso una soluzione più pratica, perché di fatto non si deve cercare la distanza giusta, in quanto si fissano direttamente allo shock mount (il “ragno”) su cui è alloggiato il microfono.

Vedi come esempio quello presente nell’immagine qua sotto realizzato da Aston Mic.

Tirando le somme, avere sotto mano un filtro anti-pop quando si registra la voce è cosa buona e giusta.

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