Guida essenziale all uso del compresore

Guida essenziale all’uso del compressore

Il compressore è probabilmente il processore di segnale più usato in assoluto nelle applicazioni audio, al pari almeno di equalizzatore e riverbero.

Tutti lo usano, ma non tutti lo fanno nel modo corretto.

Proprio perché tutti lo usano, si finisce spesso a utilizzarlo solo perché “l’ho visto fare da tizio..“.

In questo articolo scoprirai quando realmente devi utilizzarlo, cosa è nello specifico il compressore, quali e quante tipologie ne esistono e quali sono i suoi parametri sui quali andare ad agire.

LEGGI ANCHE:  Guida al Mastering Audio per principianti

Il Compressore: cos’è, a cosa serve, tipologie e utilizzi.

Il compressore è un processore di segnale facente parte della famiglia dei processori di dinamica.

Con il compressore si agisce sulla dinamica di un segnale audio. Con il termine dinamica ci si riferisce alle differenze di volume che sono presenti in un segnale audio. Per chiarire meglio il concetto guarda l’immagine a seguire. Vedrai una traccia audio che ha delle normali variazioni di ampiezza (di volume).

brano intero
Clicca per ingrandire

Questo può essere sia un bene sia un male.

Un bene perché se ad esempio una parte di un brano ad alto volume è preceduta da una parte a basso volume, quella a volume alto sarà enfatizzata rispetto alla precedente. Se la parte a volume maggiore è un ritornello e quella a volume minore è una strofa, beh allora questa è situazione ideale. Tenere una buona escursione dinamica è anzi uno dei modi migliori per far si che il brano possa “respirare”.

Ma avere variazioni di volume può essere anche un male.

Ti faccio un altro esempio, guarda ora l’immagine seguente.

file prima della compressione
Prima della compressione

Anche in questo caso la traccia rappresentata ha delle evidenti variazioni di ampiezza al suo interno, ma al contrario della situazione precedente non si tratta più di un brano finito che ha bisogno di un suo respiro, ma di una traccia vocale che deve essere inserita nel mix di un brano pop. Le variazioni di ampiezza che vedi sono quindi delle sillabe cantate a volumi differenti. Se non intervenissi in nessun modo, questo cantato difficilmente potrebbe essere ben mixato col resto degli strumenti della canzone, e sicuramente avresti dei momenti in cui sentiresti la voce troppo alta e altri in cui la sentirai troppo bassa.

Per ovviare a questo problema, quindi, potresti decidere di comprimere la traccia, di ridurre così la differenza tra i picchi di volume più alti e i momenti in cui il volume è più basso, in modo da ottenere una traccia come quella mostrata in figura sotto:

file dopo la compressione
Dopo la compressione

Facendo in questo modo, avrai una traccia che sarà sicuramente molto più facile da mixare, più uniforme e (a meno che non abbia esagerato!) più piacevole all’ascolto.

I parametri del compressore

Esistono diverse famiglie di compressori (continua a leggere per scoprire quali sono), ognuna delle quali è più adatta a uno scopo piuttosto che a un altro. Esistono compressori fisici e compressori virtuali, compressori con tanti controlli e compressori con solo due knob. Evito quindi di riportare tutti i parametri esistenti che è possibile trovare e mi concentro su quelli essenziali che, anche se chiamati in modi diversi o non impostabili (alcune volte il produttore sceglie di non renderne modificabili alcuni), sono quelli che fanno il grosso del lavoro e caratterizzano un compressore rispetto a un altro.

  • Threshold – Il parametro da cui partire per impostare il compressore; indica una soglia, tipicamente espressa in dB, superata la quale il compressore entra in funzione
  • Ratio – Indica tramite un rapporto (es: 2:1, 5:1, x:1 … ) la quantità d’intervento del compressore. A rapporti maggiori corrisponde una maggior compressione. Il rapporto 1:1 indica (teoricamente) assenza di compressione
  • Attack – E’ un parametro espresso in millisecondi [ms] che permette di decidere quanto tempo deve impiegare il compressore per passare dal rapporto 1:1 al rapporto di compressione impostato
  • Release – Similmente al parametro Attack è espresso in ms o talvolta in secondi. Indica quanto tempo deve passare affinchè il compressore smetta di comprimere una volta che il segnale è sceso sotto la soglia impostata

Questi sono i parametri principali che permettono una gestione anche molto accurata della compressione.

Capita in alcune macchine di trovarne di altri, come knee, make-up gain, tone, external side-chain, e in altre macchine di trovare due soli knob con indicanti livello in ingresso e livello d’uscita del segnale.

Quello che consiglio a chi sta ancora facendo pratica con la compressione è dimenticare qualsiasi altro parametro e concentrarsi solamente sul trovare i giusti equilibri di threshold e ratio. Anche “solo” per questo, c’è bisogno di fare veramente tanta tanta pratica :-)

LEGGI ANCHE:  SoundGym: la Palestra per l'Orecchio. Ear Training per Fonici, Producer e Musicisti

Tipologie di compressori

Le due grandi famiglie di compressori che troviamo oggi sul mercato sono quelle dei:

  • Compressori Hardware
  • Compressori Software

Entrambe le famiglie hanno ovviamente delle altre divisioni al loro interno, tra cui troviamo principalmente:

Compressore 
FET

I compressori FET sono quelli che offrono un tempo di risposta minore, sono quindi preferiti in tutte quelle applicazioni nelle quali si ha bisogno di un tempo di attacco molto rapido.

Un esempio su tutti: Universal Audio 1176 (già UREI).

Universal Audio 1176LN
Clicca per ingrandire

Compressore VCA

Sono compressori tipicamente trasparenti, che non colorano cioè il segnale audio sul quale agiscono in maniera invasiva, ed economici. Il tutto è ovviamente da vedere in relazione ai compressori delle altre tipologie. Esistono tuttavia dei modelli che permettono una buona personalizzazione timbrica e dal costo elevato.

Un esempio su tutti: API 2500.

API 2500
Clicca per ingrandire

Compressore Ottico

I compressori ottici sono caratterizzati dall’avere un’azione molto “musicale”. Posso essere utilizzati come collante per più tracce o per applicare compressioni più o meno dolci su tracce singole.

Un esempio su tutti: Tube-Tech CL1B.

Tube-Tech CL1B
Clicca per ingrandire

Compressore 
Valvolare

Fra i compressori chiamati volgarmente valvolari si trovano in realtà anche modelli delle categorie precedenti. I compressori che fanno delle valvole il loro primario mezzo di funzionamento sono i più vecchi fra tutti gli altri, e sono ancora oggi largamente utilizzati per il loro sound caratteristico che conferisce spesso calore (distorsione armonica peculiare di ogni modello) e uniformità al materiale audio sul quale vengono utilizzati, sia in mixaggio che in mastering.

Un esempio su tutti: Manley Stereo Variable Mu.

Manley Stereo Variable Mu Limiter Compressor
Clicca per ingrandire

Compressore Digitale

Sono dei compressori meno comuni, fisici ma che al loro interno processano il segnale audio in modo digitale.

Un esempio su tutti: Waves MaxxBCL.

Waves maxxbcl
Clicca per ingrandire

Compressore Software

Fra i compressori software si ritrovano le stesse famiglie degli analogici (in quanto spesso loro emulazioni software) più altri compressori che fanno delle elaborazioni numeriche nelle quali non sono rispettate particolari progettualità standard, o ne sono presentate diverse selezionabili.

Un esempio su tutti: Fab Filter Pro-C2.

Fab Filter Pro-C2
Clicca per ingrandire
LEGGI ANCHE:  10 scorciatoie da tastiera indispensabili per Logic Pro X

Utilizzi dei compressori

I compressori sono stati usati ai loro albori più che altro come strumento per il miglioramento delle comunicazioni o per la salvaguardia degli strumenti di diffusione sonora.

Nel corso dei decenni , principalmente a partire dagli anni ’50, si sono invece imposti nell’industria musicale come principali compagni di lavoro dei fonici di tutto il mondo.

Il loro utilizzo col tempo è diventato abuso, portando negli anni ’90 e 2000 al fenomeno conosciuto come loudness war, cioè la rincorsa al brano dal volume sempre più alto. Se usati in maniera massiccia e in accoppiata con limiter sia in fase di mix che di mastering, possono creare dei veri e propri mostri musicali.

Fortunatamente negli ultimi anni il fenomeno sta prendendo una corrente inversa, anche grazie (strano a dirsi) alla crescente fama e all’utilizzo massivo da parte del grande pubblico dei servizi di streaming online. Ma questa è un’altra storia, ne parlerò prossimamente in un altro articolo ;-)

Un ultimo consiglio sulla compressione

Se sei già un professionista del campo audio-musicale, beh probabilmente sai già tutto quello che devi sapere al riguardo.

Se invece non lo sei ancora, tieni presente che la conoscenza approfondita dell’uso dei compressori è d’obbligo se hai intenzione di cimentarti in uno nei seguenti campi:

  • Produzione musicale (per qualsiasi genere musicale)
  • Mixaggio (sia analogico che digitale)
  • Mastering (stesso discorso del mixaggio)
  • Post Produzione per Broadcast (radio, tv, cinema, web)
  • Sound Design (foley e sonorizzazione)

Se vuoi veramente imparare ad usare i compressori, inizia con le cose semplici. Probabilmente se sei alle prime armi avrai a disposizione solo software; concentrati sui compressori più semplici che trovi, magari quelli interni alla DAW che utilizzi. Non cercare di ottenere bei suoni con emulazioni di hardware analogico solo perché dall’interfaccia grafica gradevole. Impara a ottenere un bel suono con compressori “brutti”. Una volta che sarai in grado di farlo, passerai a quelli di livello superiore, e allora sì che i tuoi brani suoneranno davvero come si deve :-)

Leggi gli altri articoli Guide

RICEVI CONTENUTI EXTRA!
Iscriviti alla newsletter per ricevere i contenuti riservati e per stare aggiornato su tutte le novità del blog!
Tranquillo, niente spam! Riceverai solo una mail al mese o poco più.

 

Potrebbe interessarti anche:

Category: Guide

Tags: