Ozone non ha certo bisogno di presentazioni. A meno che tu non stia entrando nel mondo della post produzione audio oggi, conoscerai già – anche solo per sentito dire – quello che da molti è considerato il miglior plugin per il mastering.
Qui sul blog ne ho scritto in svariati articoli, non faccio perciò nessuno spoiler se ti dico già che anche per me è così.
Ora iZotope ha presentato Ozone 12, nuova versione aggiorna. Nella recensione che stai per leggere racconto le sue novità più interessanti e spiego perché questa suite di mastering completa è destinata a restare uno standard del settore.
iZotope | Ozone 12

Avendone già recensito diverse versioni precedenti, eviterò ora di parlare di tutto ciò che è rimasto invariato rispetto al passato. Ti rimando agli articoli già pubblicati per ulteriori approfondimenti sulle basi del software.
Se comunque non sai di cosa stiamo discutendo, riassumo in due parole dicendoti che Ozone è un plugin all-in-one che comprende tanti moduli utili per svolgere nel migliore dei modi la fase di mastering, dai tradizionali equalizzatori e compressori a processori dedicati a funzioni specifiche, alcuni dei quali unici nel mercato.
Una delle sue peculiarità è che è in grado di auto-settare i propri parametri in funzione delle caratteristiche del mix su cui si sta lavorando, al fine di raggiungere un determinato target di riferimento scelto dall’utente, così da avere master in linea con gli standard del mercato.
È disponibile in tre varianti:
- Elements | Per mastering automatici con personalizzazione minima dei risultati.
- Advanced | Versione completa, impostabile completamente in automatico e al contempo super personalizzabile, che offre i propri moduli anche come plugin indipendenti.
- Standard | Via di mezzo, molto più vicina ad Advanced che a Elements per funzioni disponibili, ma che rispetto ad Advanced costa meno della metà.
Personalmente ho provato la versione Advanced, per cui parlerò più nello specifico di questa.
PS: iZotope ha anche estrapolato da Ozone due moduli che ha reso disponibili come plugin gratuiti. Mostro quali e come usarli in questo video.
Le novità di Ozone 12
Il numero di novità di Ozone 12 è in linea con quello delle release precedenti. Tre moduli completamente nuovi (per un totale raggiunto di 20) e alcuni miglioramenti a moduli già esistenti. Mi soffermerò su quel che mi ha colpito di più.
Bass Control
Bass Control è un nuovo modulo che racchiude tutto il necessario per la gestione timbrica e dinamica del low end.
Il modo più semplice per spiegarti cos’è è dirti che il suo funzionamento si avvicina a quello di un transient shaper specializzato sulle basse frequenze, ma non è esattamente quello. Ad ogni modo, quel che fa è aiutare nella gestione del punch, del sustain, del volume e del timbro complessivi della parte bassa dello spettro.
I Sweet Spot meters (gli indicatori che vedi sotto le label Balance e Punch) aiutano a capire meglio cosa si sta facendo, così si evita ad esempio di dare troppo punch o di scavare troppo la pancia del master se si sta lavorando in un home studio con un’acustica non ben controllata.
Stem EQ
Stem EQ è un altro tassello che tiene Ozone 12 al passo coi tempi. Nell’attuale mondo degli stem separation basati su AI, iZotope dice la sua introducendo il processing in real-time.
In questo modulo si possono equalizzare indipendentemente – su un’unica traccia – voci, basso, drums e il resto degli strumenti.
Si, già dalla v11 era possibile agire sugli stem separati, ma bisognava attivare un’istanza per ciascuno. Ora si può tranquillamente applicare tutto il processing sul mix completo e al contempo equalizzare diversamente i vari stem del brano. È per certi versi un’evoluzione del Master Rebalance, che già consentiva di agire sui volumi di voci, basso o drums.
Unlimiter
Il terzo modulo completamente nuovo di Ozone 12 è Unlimiter. È un processore di dinamica basato su machine learning capace di ridare vita a tracce i cui transienti sono stati decapitati. Ricostruisce le onde tagliate enfatizzando l’headroom complessiva.
iZotope ha fatto tesoro della sua esperienza con soluzioni analoghe già implementate su RX, la sua suite per il restauro audio, e ha ben pensato di ottimizzare ulteriormente i suoi algoritmi e di integrarli su Ozone.
La sua utilità la si può apprezzare in caso di re-master o quando non si può accedere a una sessione di mix in cui si è abusato di clipper e limiter.
Le altre novità
Oltre ai moduli appena visti, iZotope ha introdotto anche varie novità qua e là. Tra tutte, le più meritevoli di attenzione sono due.
La prima è un aggiornamento al Master Assistant, il tool che automatizza il mastering analizzando le caratteristiche del mix e applicando in autonomia tutte le correzioni opportune. Ora, oltre a poter avviare la sua azione con un click e basta, si può in alternativa scegliere tutta una serie di opzioni, così da indirizzare il lavoro del plugin dal principio e ridurre la necessità di correggerne i parametri dopo.
La seconda, ma ancora più importante, è il nuovo algoritmo nel modulo Maximizer: IRC 5. Di fatto questo algoritmo trasforma il già superbo limiter di Ozone in un limiter multi-banda semi-automatizzato, con tempi di attacco e rilascio indipendenti e ottimizzati per ciascuna banda.
Il risultato è una miglior capacità del plugin nel tirare su il loudness di un master limitando ancora più di prima effetti collaterali tipici della pratica come pumping e distorsione.
Ozone 12: in prova
Uso Ozone da praticamente tutta la mia vita professionale, ho iniziato con la v3 e le ho passate tutte fino a ora. Un motivo ci sarà. Scontato dire che per chi fa mastering è un software importantissimo. Ma non voglio essere troppo generico e ricorrere a frasi fatte, per cui cercherò di essere più dettagliato rispetto alle caratteristiche che ho apprezzato nell’ultima release, non tralasciando gli aspetti che non mi hanno convinto appieno. Si, qualcosa c’è.
Cosa mi è piaciuto di più
Tutti e tre i nuovi moduli sono delle ottime aggiunte, ma… c’è un ma. Te ne parlo nel prossimo paragrafo, stiamo per il momento sulle cose buone.
Bass Control trovo sia davvero utile per risolvere buona parte delle problematiche che si possono incontrare sulle basse. Unlimiter recupera anche l’irrecuperabile e Stem EQ, almeno per interventi minori, è una comodità che appena qualche anno fa si sarebbe potuta solo sognare.
Molto graditi anche i nuovi target per Stabilizer, uno dei miei moduli preferiti (una sorta di eq dinamico automatico che reagisce in funzione di una curva timbrica di riferimento), e ancora più gradito il nuovo algoritmo IRC 5.
Ora, tra compressione upward, soft clipping e IR5, il modulo Maximizer – a mio parere già punta di diamante di Ozone – consente di estremizzare il loudness ancora di più tenendo gli effetti collaterali al minimo.
Il workflow generale rimane lo stesso di sempre, pratico e intuitivo.
Tra le migliorie minori segnalo che ora c’è anche il full screen con un singolo click. Le cose sono due: o ci sono tante persone stra-pignole come me che si fissano e chiedono le stesse cose, o gli sviluppatori ascoltano le mie “lamentele”. Avevo scritto di questa cosa nella recensione della v10, e anche con altri plugin e DAW mi è già successo che dopo la mia review esaudissero le mie richieste particolari.
Dato però che stavolta ci sono voluti tre anni per implementare il full screen one-click dubito fortemente sia merito mio ;)
Cosa mi è piaciuto di meno
Non posso parlare male di Ozone 12, perché non si può parlare male di un plugin di questo livello. C’è però un aspetto che non riesco a trascurare: inizia a esserci un pochino di ridondanza.
Faccio un esempio su tutti. Il Master Rebalance serve “solo” (si fa per dire) ad alzare o abbassare il volume di uno stem. Ma la stessa cosa la posso fare anche dallo Stem EQ. Anzi, ti dirò di più. Dal Master Rebalance posso agire solo su uno stem per volta, a scelta tra vocals, bass e drums, mentre dallo Stem EQ posso, oltre che su questi, agire anche sullo stem “other”. Inoltre posso agire contemporaneamente su tutti e quattro gli stem dalla stessa istanza. Perché quindi tenere un modulo in più (il Master Rebalance) se fa una cosa sola che può essere fatta – e pure meglio – su un altro modulo? Il motivo pratico onestamente mi sfugge.
Ozone è però un software enorme, con una storia ormai ultra-ventennale. E questo aspetto che sto segnalando, ormai mi trovo mio malgrado a segnalarlo su praticamente qualsiasi altro software con una storia parimenti lunga.
Questo per dire che, al netto dei dettagli, credo comunque che al momento non ci sia un’alternativa sul mercato paragonabile a Ozone 12 per completezza e qualità dei risultati ottenibili.
Come uso e userò Ozone in studio
Approfittando di questa recensione vorrei anche darti un altro spunto utile, accendendo un faro su un aspetto che di solito si sottovaluta quando si pensa a plugin tutto-in-uno come questo, a maggior ragione se automatizzabili.
Personalmente, uso Ozone anche quando non uso Ozone. Mi spiego meglio.
Di base preferisco crearmi una catena di mastering usando plugin di più produttori, per cui anche quando uso i moduli di Ozone li uso come plugin indipendenti, non uso l’istanza unica all’interno della quale caricare più moduli insieme.
Meno che mai uso il Master Assistant per far fare tutto il lavoro al plugin in automatico. Ma sfrutto comunque questa possibilità per un check aggiuntivo a fine lavoro. Far fare un’analisi a Ozone mi è utile per paragonare il mio lavoro con quello proposto dal plugin. Vedendo le differenze tra il mio approccio al master e il suo posso fare delle valutazioni aggiuntive, tipo: perché mi sta proponendo di equalizzare così invece di cosà? Perché sta comprimendo più (o meno) di quanto ho fatto io?
Specialmente se ci sono discrepanze sostanziali tra il mio lavoro e il suo, valuto con più attenzione quegli aspetti in cui c’è il divario. Non è detto che poi effettivamente ci rimetta mano, ma anche solo fare un secondo check mi aiuta a porre più attenzione su alcuni aspetti che potrebbero rivelarsi cruciali per la buona riuscita del lavoro.
Poi spengo tutto e ritorno alla mia catena, ma ecco, penso che, oltre a quelli più ovvi, anche questo sia un buon modo di usare Ozone.
Prezzo e Specifiche
Ozone 12, in tutte e tre le sue varianti, è disponibile per Windows e macOS come plugin VST, AU e AAX.
I prezzi di listino sono rispettivamente i seguenti:
- Elements | 59€
- Standard | 239€
- Advanced | 549€
Insieme alla versione Advanced sono compresi nel prezzo anche i plugin Tonal Balance Control 2 e Relay. Il primo per la verifica timbrica dei propri master in funzione di curve di riferimento, il secondo per l’interoperabilità dei plugin iZotope fra più tracce all’interno della stessa sessione.
Per i già possessori di licenze di una qualsiasi versione precedente sono previsti ovviamente dei costi più bassi. Puoi verificare il prezzo che riserva per te iZotope direttamente dal tuo profilo sul sito ufficiale.
In alternativa, è possibile usare Ozone 12 insieme a tanti altri plugin iZotope tramite l’abbonamento a Music Suite Production Pro, passando per Native Instruments (la company a cui di fatto appartiene iZotope), a un costo variabile dai 20€/mese ai 200€/anno, a seconda del piano scelto.
Oppure ancora si può acquistarlo, insieme a un totale di oltre 100 plugin, nel bundle Music Production Suite 8 al prezzo di listino di 879€.
È anche possibile provare gratuitamente Ozone 12 senza limitazioni per 10 giorni. Per scaricare la versione di prova, per l’acquisto e per qualsiasi altra informazione extra, visita la pagina dedicata sul sito iZotope.













