Native Instruments ha da poco rilasciato Kontakt 8, l’ultima versione del sampler / player più utilizzato da producer e compositori di ogni categoria.
Così come ho fatto con le scorse versioni ho subito messo mano alla nuova release per scoprirne le novità e capire se consigliare o meno l’aggiornamento. Risultato? Provo a sintetizzare le mie impressioni in questo articolo.
Kontakt 8
Native Instruments anche stavolta ha accorciato i tempi di attesa tra le versioni. Kontakt 5 è uscito nel 2011, Kontakt 6 nel 2018 (dopo sette anni), Kontakt 7 nel 2022 (dopo quattro anni). Abbiamo l’ottava versione quindi a soli due anni dalla precedente. Ci dovremmo aspettare la prossima già nell’autunno 2025? Vedremo. Intanto concentriamoci su Kontakt 8.
Do per scontato che già sappia cosa sia, a cosa serva e come si utilizzi, almeno in linea di massima. Non fosse così potresti leggere prima questo articolo.
Veniamo dunque alle novità dell’ultima versione.
Le Novità di Kontakt 8
Considerando i tempi ristretti devo dire che effettivamente Kontakt 8 porta novità sostanziali rispetto al predecessore. Parto da una minore.
Il browser interno è stato aggiornato, ora include non solo gli strumenti ma anche i Tools (ti mostro a breve cosa sono), loops, samples one-shot e i Leap. Anche su questi ultimi ti dico di più qua sotto.
Ora quando viene caricato uno strumento è disponibile una nuova interfaccia (immagine sopra). A sinistra comprare l’elenco dei preset, ovviamente caricabili con un click. Dalla stessa finestra si può cambiare library, caricare un contenuto diverso (es. Tool o Leap), oppure creare una patch multi-instrument.
Resta presente la possibilità di navigare tra gli strumenti e le librerie alla vecchia maniera.
Leap Expansions
La sezione riservata alle Leap Expansions è la prima grande novità di Kontakt 8. Si tratta di un nuovo sistema di gestire e soprattutto riprodurre samples e loops.
Se l’interfaccia che vedi qua sopra non ti è del tutto nuova, sarà per via del fatto che Native Instruments si è leggermente “ispirata” ad altri prodotti, tipo Arcade di Output. I controlli principali se non sono uguali poco ci manca.
È in sostanza un modo che avvicina sempre di più all’ecosistema Kontakt anche beatmaker e producer elettronici, non solo producer e compositori abituati a scrivere su pentagramma, o al limite su piano roll.
Tramite Leap, ogni campione viene associato a una nota, mentre altre note agiscono da modificatori (beat slicer, cambi di velocità, di pitch ecc.). Decisamente comodo per chi fa produzione sample/loop-based.
Chords Tool
Chords Tool è un sistema che semplifica la fase di creazione di progressioni armoniche a chi non ha una buona formazione in teoria musicale.
Sono presenti 134 preset, tutti customizzabili in ogni aspetto. È davvero molto pratico e, per così dire, inspirational. Il fatto che si possa velocemente randomizzare uno qualsiasi degli accordi proposti e anche salvare dei propri in sostituzione di quelli iniziali, salvando poi anche i risultati, beh è molto comodo.
È una bomba per il beatmaking, ma farà sicuramente comodo anche a chi fa altri tipi di produzione.
Tramite drag and drop si possono copiare gli accordi scelti su una traccia MIDI/instrument della DAW, per modificarli o per assegnarli, volendo, anche a strumenti non-Kontakt.
Phrases Tool
Phrases Tool è un buon compagno del Chords Tool. Le logiche di utilizzo sono le stesse, con la differenza che il suo focus sono le sequenze (melodie, pattern ritmici, arpeggi ecc.), non gli accordi.
Come la controparte va abbinato a un instrument e, sempre come il compagno può essere usato anche solo per creare le parti MIDI da trascinare tramite drag and drop su una traccia instrument differente.
Kontakt 8: in Prova
Trovo difficoltà a dare un giudizio univoco a Kontakt 8. Lo scinderei in due parti: da un lato un’opinione sulle novità in quanto tali, e dall’altro una riflessione sulla scelta di indirizzare lo sviluppo della piattaforma in questa direzione.
Parto da quest’ultimo aspetto.
È evidente che ci si avvicina sempre più all’utente appassionato, a chi non ha una formazione musicale tradizionale. C’è poco da fare, è la direzione che ha preso da tempo tutto il mercato. Ma se Native Instruments insegue sempre più un pubblico mainstream, inesorabilmente pecca di tralasciare la nicchia di utenti pro che chiede a gran voce alcune features che ancora latitano.
Si è vero, in questa release ci sono nuove funzioni e nuove opzioni. Questo accontenta una grossa fetta di pubblico, ma nello specifico si tratta di fattori spesso superflui per il pubblico di cui sopra.
L’impressione già da qualche versione è che uno dei motivi principali per cui un utente pro aggiorna alla nuova release è perché altrimenti non sarebbe in grado di aprire tutte le libraries, considerando che spesso dal giorno uno o quasi escono fuori nuovi strumenti che richiedono proprio l’ultima versione disponibile per funzionare.
In tanti avrebbero gradito maggiormente uno sviluppo indirizzato altrove. Meno tool per la produzione di base, che ormai sono già integrati nella maggior parte della DAW, e più sforzi rivolti a ottimizzare le performance, o nell’abbracciare finalmente l’MPE.
Per quanto mi riguarda non ho granché di cui lamentarmi, se non per un fattore che accomuna Kontakt 8 a sempre più software con una lunga storia alle spalle. Sto parlando della retrocompatibilità, arma a doppio taglio che, se da un lato permette anche a utenti di vecchissima data di non dover re-imparare a usare il software a ogni aggiornamento, dall’altra crea una situazione di sovrabbondanza che personalmente sto iniziando a trovare fastidiosa.
Mi riferisco nello specifico a funzioni duplicate. Per dirne una: ok bella la nuova interfaccia e le nuove opzioni di navigazione tra gli strumenti. Però sceglietene una di interfaccia e proponetemi solo quella. Invece no, ho l’elenco strumenti presentato in un modo sulla LIBRARY, il nuovo elenco – Default View – che ti ho descritto prima presentato in un modo diverso (e siamo a due) e resta pure presente la modalità tradizionale – Classic View – con l’elenco delle libraries e relative copertine e strumenti sulla sinistra (e siamo a tre). Troppo.
Si, l’utente che sta su Kontakt da 20 anni continuerà a usare il suo metodo per caricare le libraries e il nuovo arrivato probabilmente preferirà il nuovo. In un certo senso sono felici tutti. A mio parare però così facendo si rischia di appesantire il software e soprattutto di rendere l’esperienza d’uso meno agevole.
Chiariamoci, non penso che il software non sia valido, tutt’altro. Avere Kontakt 8 sarà da domani praticamente indispensabile per chi fa musica sulla DAW, così com’è stato fino a oggi per Kontakt 7 e a ieri per Kontakt 6. Ma è proprio perché è così importante che do più peso agli aspetti minori. Chi mi conosce poi sa quanto sia pignolo sui dettagli. Sarò io che mi fisso, ma dato che sono io a scrivere, non posso nascondere quel che penso ;)
Il discorso appena fatto non intacca comunque quello che è l’utilizzo di Kontakt sul lato pratico per l’utente comune. La quasi totalità dei potenziali utilizzatori non sono puntigliosi come me. Gli aspetti che ho citato credo siano insignificanti per la stragrande maggioranza delle persone. Di certo non compromettono l’utilizzo del sampler.
Al contrario, anche se per gli aspetti già discussi trovo quasi superflua l’introduzione dei Chords e Phrases Tool, d’altro canto sono estremamente curioso di scoprire come verrà sfruttata nel prossimo futuro questa nuova area del sampler. Quella dei Tool appunto. E poi si, anche se queste funzioni ormai si trovano su tutte le DAW, la soluzione integrata su Kontakt è effettivamente realizzata molto bene.
Non è il mio stile di produzione, ma non posso negare che i Leap Expansions siano un’aggiunta notevole. Considerando soprattutto che si possono usare anche i propri samples, questo apre tutto un nuovo mondo di possibilità.
Bella anche la nuova library Conflux, che affianca la Factory Library 2. Inaugura una nuova serie di strumenti, immagino similmente alla Play Series partita con Kontakt 6, che ormai comprende una trentina di prodotti. Conflux unisce suoni organici e sintetizzati, con tanti suoni già pronti e una grande personalizzazione resa semplice da un’interfaccia azzeccata, che segue la struttura delle altre libraries NI uscite negli ultimi anni.
Chiudendo il discorso, credo che Kontakt 8 apra la strada a un vero rinnovamento dell’ecosistema, ma spero che gli sviluppatori saranno con le prossime versioni così coraggiosi da dare un taglio più netto col passato. Qualcuno sarà sempre scontento comunque, non c’è scampo. Tanto vale fare un passo avanti più deciso.
Prezzo e Specifiche
Kontakt 8 è disponibile per Windows e macOS come app stand-alone e come plugin VST, AU e AAX.
Alla versione completa si accompagna come per il rilascio precedente anche il gratuito Kontakt Player. Spiego meglio le differenze tra i due nell’articolo Kontakt Player vs Kontakt Full: Differenze e Peculiarità.
Kontakt 8 coestiste sulla stessa macchina con le versioni precedenti senza problemi. Io al momento ho installato la 6, la 7 e la 8. A me servono più che altro per scopi didattici, chiunque può tranquillamente tenere solo la 8, dato che tutte le libraries che giravano sulle versioni precedenti girano anche su questa.
Per il download e l’attivazione si usa il solito Native Access.
Il prezzo di vendita per una nuova licenza resta invariato, 299€, mentre per l’aggiornamento da versioni precedenti la spesa è di 99€.
Kontakt 8 è compreso anche nei bundle Komplete 15 Standard, Ultimate e Collector’s Edition.
Per maggiori informazioni o per l’acquisto visita il sito Native Instruments.













