LUFS: Cosa sono e la loro importanza in Mixaggio e Mastering
LUFS - Cosa sono e la loro importanza in Mixaggio e Mastering

LUFS: Cosa sono e la loro importanza in Mixaggio e Mastering

Oggi vorrei cercare di spiegarti in maniera semplice cosa sono i LUFS, come leggerli, e soprattutto perché è fondamentale saperli leggere e interpretare correttamente durante il mixaggio e il mastering.

LUFS è una sigla che, se fai musica su una DAW, non puoi non aver almeno intravisto qualche volta.

D’ora in poi, sono sicuro ci farai decisamente più attenzione 😉

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LUFS e Loudness

LUFS e Loudness

Per farti comprendere l’importanza degli LUFS, ti faccio un esempio che certamente ti sarà familiare.

Ti è mai capitato di star guardando in TV un film e, arrivata la pubblicità, il volume diventa all’improvviso esageratamente alto, per poi tornare troppo basso quando il film riprende?

Ecco, il motivo per cui qualche anno fa si è iniziato a pensare agli LUFS è più o meno questo: evitare sbalzi di volumi eccessivi nella diffusione audio broadcast.

Ti spiego più nel dettaglio durante questo articolo il significato specifico di LUFS, ma inizio intanto ad anticiparti che si tratta di un’unità di misura del loudness, ovvero un modo per misurare l’intensità acustica percepita di una traccia audio.

Percepita è la parola su cui porre più attenzione, perché qua sta la chiave di tutto.

Gli LUFS sostituiscono, se non completamente almeno in parte, altri sistemi di misurazione del volume usati per decenni.

Prima era stato il turno del VU Meter, poi sono arrivati i misuratori digitali del livello di picco e del livello RMS.

Sicuramente tutti ancora molto utili, ma per certi versi decisamente superati.

Livello di Picco e RMS

Hai mai sentito parlare di loudness war?

È un’espressione usata per indicare la tendenza a masterizzare la musica a un livello sempre più alto. Ha avuto il suo apice durante gli anni 2000, e fortunatamente negli anni più recenti pare stia almeno parzialmente subendo una flessione.

Questo fenomeno è nato dalla necessità di buona parte dell’industria discografica di emergere rispetto alla concorrenza. Quale modo migliore se non suonare più forte degli altri?!

C’è però un problema tecnico.

Dato che in digitale il livello di picco massimo raggiungibile da un segnale audio di 0dBFS è un limite invalicabile, si è cercato allora di massimizzare il volume generale delle tracce aumentare il loro livello RMS, principalmente ricorrendo all’uso di compressori e limiter.

RMS sta per Root Mean Square (in italiano valore efficace) e indica sostanzialmente il livello medio – nel tempo – di un segnale audio.

Più è alto il valore RMS di un brano e più è alto il suo volume.

Vero, ma fino a un certo punto. Perché gli RMS non tengono in considerazione un fattore essenziale, cioè il fatto che in nostro orecchio non percepisce tutte le frequenze dello spettro audio allo stesso modo.

Tradotto in soldoni: due tracce con stesso livello di picco e stesso RMS possono essere percepite a due volumi molto diversi tra loro.

Cosa vuol dire LUFS

Cosa vuol dire LUFS

Ed ecco che quindi entrano finalmente in gioco gli LUFS.

Piccola nota: alcuni pronunciano LUFS così com’è scritto, altri – come me – leggono la sigla lettera per lettera, cioè elleueffesse. Ecco perché in questo articolo leggerai spesso “gli” LUFS e non “i” LUFS.

LUFS è un acronimo che sta per Loudness Unit referenced to Full Scale, ed è uno dei criteri di rilevamento principali emersi dall’EBU R 128, ovvero l’insieme di raccomandazioni sulla normalizzazione audio stilate dalla European Broadcasting Union nel 2010.

Lo scopo di queste raccomandazioni (perché tali sono, nessuno è costretto a seguirle) è cercare di stabilire dei livelli di riproduzione coerenti tra loro per tutti i formati di distribuzione audio. Riferite principalmente al mondo broadcast hanno però avuto ripercussioni sul modo di fare mastering e, al contempo, hanno avuto come effetto collaterale quello di rendere “meno conveniente” partecipare alla loudness war.

Ma torniamo agli LUFS. Nel concreto conoscere gli LUFS di una traccia significa conoscere il suo vero volume percepito, il loudness appunto.

Vedi quindi gli LUFS come l’unità di misura del loudness.

Per leggere tale valore hai bisogno di un meter dedicato, te ne mostro qualcuno a breve. Chiudo intanto questo paragrafo chiarendo un concetto importante: due tracce che hanno lo stesso livello LUFS possono avere diversi livelli RMS e pure di picco, ma saranno percepite comunque come aventi lo stesso identico volume.

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Come si misurano i LUFS

Semplificando, potrei dire che gli LUFS sono dei dB RMS che tengono però in considerazione le curve di Fletcher e Munson, ovvero esprimono un valore dato non esclusivamente dal livello reale di un segnale audio, ma da come questo viene interpretato dal nostro orecchio.

Curve isofoniche Fletcher e Munson

Puoi vedere queste curve, chiamate anche curve isofoniche, nell’immagine sopra. In poche parole, le linee blu mostrano il volume che deve avere ogni frequenza affinché sia percepita con lo stesso volume di una qualsiasi altra frequenza.

Ad esempio, si può leggere che per avere la stessa impressione di volume che si ha sentendo un suono di frequenza 1.000Hz a 30 dB, a 20Hz lo si dovrà invece sentire a oltre 80dB.

Di fatto il nostro orecchio percepisce suoni a diversa frequenza in modo diverso. Percepisce a un volume più alto i suoni che stanno intorno ai 3.000/4.000Hz e perde via via sensibilità quando si arriva agli estremi dello spettro frequenziale.

Dovrei darti tante altre nozioni di acustica e psicoacustica per spiegarmi esaustivamente, ma spero che già così ti abbia dato almeno un’idea di base.

Se vuoi approfondire l’argomento ti suggerisco di dare una lettura ad alcuni dei manuali che indico nell’articolo 30 Libri per conoscere TUTTO su Produzione Musicale, Home Recording, Mixaggio e Mastering.

LUFS Meter

Youlean-Loudness-Meter

Smarcata la spiegazione teorica, veniamo alla pratica.

Il valore di LUFS di una qualsiasi traccia lo si può conoscere usando un LUFS meter.

Alcune DAW lo hanno già incorporato (come Cubase Pro / Artist), in alternativa lo si può trovare sotto forma di plugin.

Trai i gratuiti il mio preferito è sicuramente lo Youlean Loudess Meter, a buon diritto nella mia lista dei migliori plugins free 2022.

Come si leggono i LUFS?

Beh è molto semplice. Sul meter trovi indicati uno o più valori preceduti dal segno meno.

Come per i dBFS, più ci si allontana dallo zero, più basso è il volume risultante. Per intenderci, -20LUFS indica un livello più basso rispetto a -10LUFS.

Alcuni meter invece di indicare LUFS indicano LKFS, evito tutta la teoria che ci sta dietro e ti dico subito che sono esattamente la stessa cosa.

Ad ogni modo, anche quando leggi solo LUFS, potresti vedere più di un valore indicato. Questo perché la misurazione viene effettuata su 3 diversi intervalli temporali.

LUFS Momentary – Intensità Acustica Momentanea

Il livello LUFS Momentary misura l’intensità acustica momentanea, e cioè il volume realmente percepito misurato negli ultimi 300ms.

È quello che per forza di cose tende, tra i 3, a leggere valori più alti (perché mediati per tempi più piccoli).

LUFS Short Term – Intensità Acustica a Breve Termine

Il livello LUFS Short Term misura invece l’intensità acustica a breve termine.

Il tipo di analisi fatta è lo stesso, la differenza è che si basa sulla media degli ultimi 3 secondi di audio.

LUFS Integrated – Intensità Acustica Integrata

Per finire abbiamo LUFS Integrated, che danno un’indicazione dell’intensità acustica integrata.

A differenza dei precedenti che si basano sulla misurazione di un’unità di tempo ben specifica, gli LUFS Integrati mediano il livello del segnale a prescindere dalla sua durata.

Sono proprio questi infatti che permettono di conoscere il volume medio percepito di un intero brano, a prescindere da quanto dura.

Ed è sempre su questo valore che si applicano le normalizzazioni di volume effettuate dalle piattaforme di streaming online.

Magari ancora non lo sai, ma i vari Spotify, YouTube, Apple Music ecc. modificano il volume delle tracce che ci carichi (tendenzialmente abbassandolo) se non rispettano i loro target.

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LUFS in Mastering

LUFS in Mastering

Le linee guida EBU R 128 prevedono per il broadcast un livello del segnarle pari a -23LUFS. Per il mastering audio di singole tracce o album invece i livelli in gioco sono molto diversi.

Ribadisco ancora una volta che chiunque può comunque fare quel che vuole. Nulla e nessuno (se non il buonsenso) ti vieta di pubblicare una traccia online se ha un livello di -2LUFS integrati.

Suonerà una porcheria, ma nessuno te lo vieta.

Devi però tenere in considerazione questo: praticamente tutte le piattaforme di streaming audio (e alcune di streaming video), normalizzano i file prima della pubblicazione.

Non è che sono perfide e ci tengono a complicarti la vita, lo fanno al contrario per rendere più piacevole la fruizione da parte del pubblico.

Vent’anni fa se volevi ascoltare musica mettevi su un disco e te lo sentivi dall’inizio alla fine.

Oggi questa cosa quasi non esiste più, specialmente per la fascia di pubblico più giovane. La musica si ascolta dalle playlist.

Il problema quindi qual è? Molto semplice: se ascolti un album dall’inizio alla fine, sentirai probabilmente un volume omogeneo tra le tracce, banalmente perché sono state masterizzate tutte dalla stessa persona e proprio – anche – a tale scopo.

Se invece senti una playlist dove dentro ci sono brani usciti un’ora fa e insieme brani di dieci anni fa, magari pure di generi diversi, è quasi certo che saranno stati masterizzati a volumi diversi.

Per evitare che per ogni traccia devi fare su e giù con il volume del tuo player, le piattaforme normalizzano (ovvero portano allo stesso valore) il loudness di tutti i brani. E la normalizzazione viene fatta proprio misurando il livello LUFS Integrated.

LUFS per Spotify, YouTube, Apple Music ecc.

Stiamo quindi arrivando a rispondere alla fatidica domanda a che volume devo masterizzare la mia traccia per pubblicarla online?

La risposta é: dipende.

Già, perché ogni servizio detta le sue regole. Almeno a oggi, non c’è un livello esatto al quale puntare che vada perfettamente bene per tutti i portali più usati.

Quello che puoi fare è però cercare di raggiungere un livello LUFS integrated che vada mediamente bene un po’ per tutti: Spotify, YouTube, Apple Music, SoundCloud ecc.

Questo valore è –14LUFS.

Dovresti in realtà tener conto anche del livello dB True Peak, che dovrebbe attestarsi a -1dBTP. Ma questa è un’altra storia, ne ho già accennato nell’articolo dove consiglio i miei preferiti true peak limiter plugin.

Tirando le somme, questo è ciò che andrebbe fatto in un mondo ideale, ma nella realtà le cose vanno molto diversamente.

Nonostante linee guida ben chiare, buona parte degli artisti più grossi esce con tracce dal loudness decisamente più alto.

Si, se le tracce devono finire su un CD audio potrebbe andar bene anche un livello di -9LUFS. I brani che devono essere riprodotti nei club vengono masterizzati tranquillamente a -6LUFS.

Ma a quanto pare i mastering engineers non si mettono i guanti a tirare parecchio su il loudness anche di tracce che finiranno in streaming.

Giusto o sbagliato non spetta a me dirlo, certo è che in alcuni casi è proprio il genere musicale a richiedere tali livelli, ma al contempo, in tantissime altre situazioni, maggiore è il loudness e più è difficile far suonare bene il brano.

Loudness e LUFS in Mixaggio

Chiudo questo lungo articolo con un ultimo suggerimento.

Il mio suggerimento è quello di tenere sempre a portata di mano un LUFS meter non solo durante il mastering ma anche in fase di mixaggio. Già da qui infatti puoi accorgerti, ad esempio notando come varia il livello LUFS Short Term nel tempo, se i ritornelli del tuo brano hanno effettivamente più botta delle strofe oppure no.

In ogni caso, se non vuoi che YouTube o Spotify buttino giù il livello del tuo brano (che magari hai raggiunto a furia di compressioni massicce) avere un meter LUFS integrato ti farà fare scelte più consapevoli.

Se poi ti rendi conto che hai bisogno di una mano per raggiungere il giusto loudness, posso aiutarti io mostrandoti come comportarti proprio su un tuo progetto.

Ti spiego meglio in questa pagina 😉

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