Output Substance – Un Bass Engine Esagerato | Recensione
Output Substance - Recensione

Output Substance – Un Bass Engine Esagerato | Recensione

Output, giovane software house basata in quel di Los Angeles, ha rilasciato il suo ultimo gioiellino, uno strumento virtuale completo, sotto forma di kontakt library, aggressivo e allo stesso tempo raffinato: Substance.

Non è il primo prodotto Output di cui scrivo, qualche mese fa infatti avevo già presentato sul blog Exhale, un modo nuovo di approcciarsi alla “scrittura” di voci nelle produzioni musicali moderne.

Substance è destinato grossomodo allo stesso pubblico. Non stiamo però parlando più di voci, ma di bassi virtuali, elettrici o elettronici. Se sei un producer, un compositore o un sound designer, devi almeno provarlo.

Vediamo meglio di che si tratta!

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Output – Substance

Substance si basa su un motore audio che combina sonorità di diverso tipo. Si va dai suoni dolci acustici a quelli ruvidi elettronici. È uno strumento virtuale adatto per produzioni di tantissimi generi musicali, ma a mio avviso non per tutti. Se dovessi scrivere un pezzo acustico e avessi bisogno del suono di un vero basso acustico, beh probabilmente sceglierei un altro prodotto. Ma se invece dovessi scrivere un qualsiasi altro brano nel quale non sento ad esempio il bisogno di sentire lo strofinio delle dita sulle corde sullo strumento, Substance è più che adatto.

Basterebbero anche solo i preset per trovare il suono che cerco. Ma dietro questo bass engine c’è molto di più.

L’interfaccia e il Bass Engine di Substance

L’interfaccia della kontakt library è una delle sue peculiarità per le quali si fa apprezzare al primo sguardo. Non tanto per la piacevolezza estetica tanto quanto per la disposizione intelligente dei controlli.

Nella finestra principale è presente e ben organizzato tutto il necessario per iniziare a plasmare il suono che cerchi.

Ogni suono è composto da tre parti, da tre generatori di suono diversi.

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Come puoi vedere dall’immagine, la sezione centrale è divisa in tre “spicchi”. Ognuno di essi è un generatore sonoro. Cliccandoci sopra si accede al menù dal quale scegliere il sound adatto all’esigenza del momento.

Sono disponibili 9 famiglie di suoni principali, ognuna di esse contenente a sua volta altre 9 scelte.

Puoi così scegliere tra un gran numero di alternative, che vanno dai suoni subs ai simple synths, passando per bass guitars e low brass & woodwinds.

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Macro

Altra funzionalità che emerge subito a prima vista, è la gestione delle macro. Le macro non sono altro che scorciatoie, rappresentate dai 4 fader che vedi nell’interfaccia principale, che permettono il controllo di più parametri contemporaneamente agendo sul singolo slider.

Ad esempio, se voglio introdurre un’automazione nel suono chiudendo la frequenza di cutoff di un filtro e contemporaneamente aumentandone la resonance, posso farlo associando un fader a entrambi i controlli.

Quando carichi un preset, tutte le macro sono già preimpostate in base alla memoria richiamata. Nulla ti vieta però di modificarle a piacimento.

Preset Menu

Il menù dei preset è altrettanto comodo quanto le macro.

Oltre alla ovvia possibilità di passare dall’uno all’altro cliccando sulle freccette avanti e indietro, è presente anche una comoda ricerca via tag.

Cliccando contemporaneamente su più tag, verranno mostrati i preset corrispondenti che possiedono tutte le caratteristiche cercate.

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Gli Effetti

Gli effetti come in ogni altro strumento contribuiscono in maniera fondamentale al modellamento del suono.

Su Substance ci sono 4 categorie principali di manipolazione sonora:

  • Edit – Gestione degli inviluppi dei tre generatori sonori, stereofonia e intonazione.
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  • Eq – Controllo dell’equalizzazione a tre bande, sia per i generatori presi singolarmente, sia per l’insieme.
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  • Filter – Ben 10 differenti filtri selezionabili con relativi parametri (ADSR, cutoff, res ecc.).
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  • FX – Anche qui abbiamo effetti applicabili ai singoli layer o a tutta la patch; 6 utilizzabili per i layer, 4 per la patch.
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Arpeggiatore e Rhythm

Le sezioni Arp e Rhythm sono gli altri due elementi sui quali agire per personalizzare ulteriormente il suono e creare ritmiche che danno movimento allo strumento.

Su Arp si hanno le tipiche impostazioni di un arpeggiatore, con selezione del pattern, modalità e rate dello stesso.

Su Rhythm invece si trova quella che si può considerare come una matrice di instradamento per il synth, grazie alla quale è possibile assegnare modulazioni a uno o più parametri usando come trigger un’onda o uno step sequencer.

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Substance: in Prova

Mi sono divertito a sfogliare i diversi preset (300) e a crearne di nuovi, e devo dire che anche solo tra  i suoni preimpostati si trovano soluzioni utilizzabili in una impressionante varietà di situazioni.

Substance è una library che apprezzeranno in primis i producer elettronici, a prescindere dal genere che trattano, ma non solo. Per via della sua caratterizzazione sarà sicuramente un ottimo prodotto anche per compositori di musica per videogame o per cinema.

Lo trovo invece inadatto per chi cerca la riproduzione del suono di un basso reale. D’altronde non era questo lo scopo degli sviluppatori Output.

Il connubio tra i controlli semplificati (le macro e l’interfaccia principale) e l’estrema personalizzazione, fanno di questo strumento virtuale un must have sia per il neofita, sia per il professionista più smaliziato.

Per farti capire meglio come si comporta Substance, ho deciso oggi di mostrartelo anche in video. Ne approfitto così per farti sentire delle demo audio e per inaugurare il mio canale YouTube 😉

Prezzo e Specifiche

Substance è utilizzabile tramite Kontakt o Kontakt Player su Windows e Mac.

Il costo è attualmente di 199$.

Sono richiesti per il suo funzionamento almeno 4GB di RAM, ma ne sono consigliati 8GB. Da questo punto di vista segue la tendenza di altri software di questa tipologia, anche se risulta effettivamente alto il carico di lavoro sulla CPU.

Per ulteriori informazioni visita la pagina ufficiale sul sito Output.

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