Quanto costa Mixare un brano (e un modo per risparmiare)
Quanto costa Mixare un brano - o come imparare a farlo per risparmiare

Quanto costa Mixare un brano (e un modo per risparmiare)

Mixare un brano non è affatto semplice. Se hai provato a farlo da solo, probabilmente te ne sei già accorto. Sarà anche per questo che nonostante l’abbandono sempre più diffuso di hardware costosi e i continui progressi tecnologici, i prezzi per un mix ben fatto restano tutto sommato stabili.

I motivi sono in realtà diversi, e in questo articolo cerco di spiegarli nel modo più pratico e diretto possibile. Mi occupo sia di mixaggio per brani di clienti, sia di formazione per chi vuole imparare a mixare i propri. Avendo esperienza in entrambi gli ambiti posso offrirti qualche spunto utile per capire se nel tuo caso conviene affidarti a un professionista o è meglio investire tempo per imparare a fare il lavoro in autonomia.

Ogni persona e ogni progetto sono diversi, non esiste una soluzione valida per tutti. Vediamo quindi da cosa dipende il costo di un mix, quanto si spende in media e quando può avere senso imparare a farlo da sé. Potresti scoprire che nel tempo, scegliere la strada giusta, ti farà risparmiare un sacco di soldi.

Cos’è il Mixaggio

Prima di rispondere alla domanda quanto costa mixare un brano, bisogna avere ben chiaro in mente cos’è il mixaggio audio.

Ne ho già scritto in tanti articoli, sarò perciò breve: il mixaggio è la fase della post produzione audio nella quale tutte le tracce di un progetto vengono miscelate, bilanciate e trattate al fine di creare un unico flusso sonoro coerente.

Semplificando, la differenza principale tra mixaggio e mastering è che nel primo si lavora su un multi-traccia, con lo scopo primario di creare coesione tra le tracce, mentre nel secondo si lavora su un unico file stereofonico allo scopo di renderlo adatto alla distribuzione commerciale. In entrambi c’è una componente tecnica e una artistica ma, mentre nel mastering – per così dire – i “giochi sono già fatti”, nel mixaggio ci sono decine, se non centinaia di scelte possibili che possono indirizzare il risultato finale verso direzioni anche diametralmente opposte.

Queste scelte, seppur tantissime, sono solo una piccola parte delle variabili in gioco che contribuiscono a definire il costo di un mixaggio.

Da cosa dipende il costo di un mixaggio

Da cosa dipende il costo di un mixaggio

Ogni brano è un mondo a sé. Il tempo necessario per mixarlo cambia in funzione di fattori tecnici, musicali e organizzativi. Nei prossimi paragrafi elenco e definisco i principali.

Numero delle tracce

Mixare una sessione voce su base non è la stessa cosa di mixare una sessione con batteria acustica, chitarre, basso, synth, piano, voce e cori. Avere più tracce in sessione significa impiegare più tempo per mixarle.

A un maggior numero di tracce corrispondono, oltre che più complicazioni tecniche, anche più possibilità creative.

Esempio: ho 4 tracce di chitarra, come le tratto? Come le distribuisco nel panorama stereo? Come le equalizzo? Le tengo tutte allo stesso livello o do precedenza a qualcuna? Se si, a quale? In che modo le do più importanza? Agendo sul timbro o sul volume? E se quella chitarra ha in partenza un timbro che non si presta per il ruolo che vorrei darle, che faccio, le cambio ruolo o trovo un modo alternativo di raggiungere il primo risultato che avevo in mente? E se facendo questo finisco per coprire la voce? Sacrifico la voce o torno sui miei passi e rimetto mano alla chitarra? Se la chitarra per una porzione del brano non suona come lo copro quel buco? Lo riempio temporaneamente con un altro strumento o lo tengo vuoto per creare più contrasto con la sezione successiva del brano?

Ecco, ci siamo capiti.

Qualità delle tracce

Se le tracce di partenza sono pulite e ordinate, il lavoro sarà in discesa. Al contrario, lavorare su una sessione dove le tracce sono chiamate Audio 08-1, asdasdasd, Luciano, o robe simili, non semplifica di certo il lavoro del fonico.

Lavorando su strumenti reali registrati, quanto rumore c’è nelle riprese? Accettabile o ci si deve lavorare su per ridurlo? C’è dell’editing (correzione intonazione, correzione timing ecc.) da fare?

Per non parlare del tallone d’Achille di tantissime piccole produzioni indipendenti: l’arrangiamento. Un arrangiamento fatto bene rende il processo di mixaggio facilissimo. Un brano con un arrangiamento non ponderato può diventare un incubo per chi si occuperà di mixarlo. Banalmente, un arrangiamento fatto male significa in prima misura problemi di mascheramento difficili da risolvere.

Durata del brano

Se guardo la Top 50 Italia su Spotify vedo che c’è un solo brano che sta sopra i 4 minuti, mentre la buona maggioranza sta intorno ai 3 minuti, con diversi brani appena sopra i 2.

È un fattore abbastanza comune a tutte le produzioni commerciali odierne. Non tutte le tracce hanno però questa durata. Non è assolutamente strano trovare brani techno o metal che arrivano a 7, 8, 10 o anche più minuti.

In questi casi un solo brano comporta – anche per il solo tempo di ascolto – un tempo di lavoro doppio, triplo o quadruplo rispetto a una classica hit pop. Se ci metti dentro anche il tempo per fare automazioni (praticamente irrinunciabili, specialmente su produzioni di lunga durata), i tempi si allungano ancora di più.

Mix Analogico, Digitale o ibrido

Un’altra variabile che definisce il costo di un mix è il tipo di strumenti attraverso cui lo si fa. Un mix completamente analogico ha un costo maggiore di un mix fatto completamente in digitale. Oltre che per la spesa maggiore per l’attrezzatura, chi lavora in solo analogico deve affrontare ulteriori complicazioni dovute al richiamo delle sessioni, alla gestione degli spazi, alle spese elettriche (spesso non considerate dai non addetti ai lavori) e a mille altri aspetti.

Un mix fatto sia in analogico che in digitale ha generalmente un costo intermedio, ma la soluzione adottata da sempre più persone – professionisti compresi – è quella del digitale con emulazioni analogiche.

Deadlines

I tempi di consegna influenzano non poco il cachet di un fonico. Se il cliente impone scadenze strette, il tecnico deve probabilmente riorganizzare la sua agenda, lavorare fuori orario e sotto pressione, e spostare o posticipare altri progetti.

Il sovrapprezzo in queste circostanze può variare parecchio, in una forbice che va dal 10% (per sessioni “semplici” da consegnare in pochi giorni) al 50% (per sessioni complesse con consegna in 24/48 ore).

Genere musicale

Sembra strano, eppure anche il genere musicale ha a che fare con il tariffario di un mixer engineer. Questo perché in base al genere si eseguono delle procedure specifiche e si pone attenzione su aspetti differenti che richiedono, nel complesso, diversi tempi d’intervento.

Ad esempio su una canzone pop si dovrà porre un’attenzione particolare sulla voce e ci dovrà essere una conseguente gestione oculata degli effetti. Su un brano rock potrebbe essere necessario fare drum replacement su alcuni o tutti i pezzi del kit batteria, mentre su un brano acustico potrebbe al contrario non essere necessario applicare alcun intervento non “standard”, e quindi si potrebbe impiegare meno tempo per chiudere il lavoro.

Versioni alternative

Entrando in variabili ancora più sottovalutate troviamo la richiesta di versioni alternative del mix. Per esigenze discografiche, commerciali o per puro desiderio personale, potrebbero venir richieste, oltre al mix “ufficiale”, anche sue varianti. Magari una versione instrumental, una versione senza la voce lead ma con le background vocals, una versione A Cappella, una radio edit, ecc.

Ogni esportazione richiede ulteriori interventi sul multi-traccia, quindi più tempo, quindi un costo maggiore.

Mix online vs Mix in presenza

Se vuoi assistere personalmente al processo di mixing devi mettere in conto una spesa ulteriore. Ancora?! Si, ancora.

La presenza fisica cambia per forza di cose il lavoro di chi sta dietro al mixer, non tanto per la possibile soggezione, quanto per il fatto che in questo modo i potenziali feedback immediati e continui dell’artista, con i conseguenti confronti tra le parti che ne scaturiscono, tendono ad allungare i tempi di lavorazione.

Così si esercita teoricamente un controllo maggiore sul risultato finale e i tempi di consegna si accorciano. Scegliendo la strada dell’online non si hanno questi benefit, ma il costo almeno evita di lievitare.

Post Produzione Audio - Editing Mixaggio Mastering

E l’intelligenza artificiale?

Negli ultimi anni i tool e i servizi online di mixing e mastering automatici basati su AI sono sbucati come funghi. Effettivamente, almeno lato mastering e almeno per quelle situazioni in cui c’è zero budget e non si ha proprio modo di ottenere un buon risultato altrimenti, potrebbero essere una soluzione da valutare.

Tuttavia, quando si ha necessità di effettuare scelte estetiche precise, le tracce in gioco sono tante o c’è bisogno di interventi specifici (cioè praticamente nella quasi totalità delle situazioni di mix), questi sistemi automatizzati mostrano ancora dei forti limiti.

Sarà anche per questo che alcuni servizi hanno chiuso tanto velocemente quanto hanno aperto. Probabilmente non hanno soddisfatto le forti aspettative nei loro confronti.

Sia chiaro che non ho nulla in contrario all’utilizzo di strumenti basati su intelligenza artificiale, anche in ambito audio. Io stesso ne ho integrati diversi nel mio workflow e non manco di presentarli ai miei lettori sul blog e a chi segue il mio canale Telegram.

Piuttosto credo che al momento siano solo uno strumento aggiuntivo, che semplifica il lavoro, ma che non sostituisce ancora un umano. Non so se fra un anno, tra cinque o fra dieci, ma credo che prima o poi arriveranno a competere alla pari. Nel frattempo, confidare di avere un ottimo mix pronto in 2 minuti a costo zero resta una fantasia.

Quanto costa un Mix

Quanto costa un Mix

Iniziamo a tirare le somme e a parlare di cifre concrete. I prezzi per il mixaggio di un brano dipendono da tutte le variabili elencate finora, più da una moltitudine di altre, specifiche per ogni situazione. Capisci quindi che non può esserci una risposta univoca alla domanda quanto costa mixare una canzone?.

Posso però darti dei riferimenti di massima e dirti quanto si paga in media. Raggrupperei tutte le casistiche in 3 macro-figure, ognuna delle quali esemplificativa della propria macro-categoria:

  1. Bedrooom producer / mixer
  2. Professionista freelance
  3. Studio professionale

Bedrooom producer / mixer

Il bedroom producer è chi scrive, registra, produce, mixa, masterizza e pubblica la sua musica direttamente dalla sua cameretta. Ho usato la variante bedroom producer/mixer perché, tante di queste persone, offrono anche servizi di mixing per progetti non loro.

I risultati che si possono ottenere affidandosi a queste persone sono generalmente allineati alla spesa che si affronta. Non sempre, ma molto spesso. Per intenderci, su aggregatori tipo Fiverr o simili, trovi persone – anche italiane – che offrono pacchetti editing + mixing + mastering, con revisioni incluse e consegna express, a 15€ a brano. No, non sto scherzando.

Se consideri il tempo necessario a svolgere il lavoro e le eventuali revisioni, e sottrai dalla paga le percentuali per tasse e commissioni della piattaforma viene fuori che la tariffa oraria è di pochi centesimi. Una persona competente non lavora per queste cifre. Non dovrebbe farlo nemmeno un emerito incapace (non tanto per la mortificazione del mercato, ma per la propria salute).

I prezzi in questa categoria possono comunque oscillare parecchio, e arrivare grossomodo a 100€ / brano per un mix completo (editing e revisioni esclusi).

A mio personalissimo parere, ha senso affidasi a queste persone solo nei casi in cui le si conosce personalmente. Quando si ha la possibilità di interagire a tu per tu, si può seguire tutta la lavorazione e, magari, si vuole sfruttare l’occasione per instaurare un rapporto collaborativo duraturo che vada oltre il singolo brano.

Negli altri casi, se vuoi tenere comunque la spesa molto bassa, quasi quasi è meglio affidarsi ai servizi AI automatici.

Professionista freelance

A un livello superiore si collocano i professionisti freelance, persone che hanno ricevuto un’istruzione apposita e hanno un’esperienza pratica consolidata. Lavorano solitamente in home studio o hanno comunque uno studio relativamente modesto.

Magari non ascoltano tramite una coppia di main monitor ATC da 50.000€, ma sono comunque capaci di integrare i propri ascolti medio-gamma in un ambiente dall’acustica bilanciata.

Sono liberi professionisti con partita IVA o hanno aperto una piccola società, per cui con 15€ a brano non ci pagano nemmeno il commercialista, figurarsi fare la spesa. Il loro tariffario ovviamente non è dipendente solo dalle spese che devono sostenere, ma è giustificato dalla qualità che riescono a offrire.

Attualmente sono la figura principale del mercato, dato che i grossi studi – una volta l’unica soluzione perseguibile – oggi stanno scomparendo. La quasi totalità dei freelance professionisti lavora in digitale o in ibrido, a volte con tariffe diverse in funzione della modalità preferita dal cliente.

Il costo per un mixaggio in questa categoria si aggira tra i 100€ e i 300€ a brano, con tutte le variabili e le eccezioni del caso.

Studio professionale

Mettere in piedi uno studio professionale può costare un occhio della testa. Un grosso banco mixer (Neve, SSL, API o simile) supera tranquillamente i 100.000€ e in alcuni casi raggiunge i 200.000€. Se il fulcro dello studio ha questo valore, anche tutto ciò che ci gira intorno avrà un valore relativo commisurato (altrimenti si creerebbero dei colli di bottiglia che renderebbero inutile la spesa per il banco).

Va da sé che un mix fatto in uno studio di questo tipo non può essere economico.

Chi decide di rivolgersi a strutture simili deve mettere in conto una spesa per singolo brano che parte dai 300/600€, a salire fino ai 2.000/3.000€ per gli studi più blasonati.

Imparare a Mixare: ovvero come risparmiare nel lungo periodo

Imparare a Mixare

Un modo per risparmiare sensibilmente, specialmente se si ha intenzione di lavorare non solo a un brano, ma a tanti altri negli anni a venire, è imparare almeno i rudimenti del mixaggio.

Di norma un musicista non ha la minima intenzione di spendere anni a formarsi per diventare abbastanza bravo da tirare fuori un prodotto paragonabile a quello che può garantire un tecnico professionista.

Tuttavia, grazie all’ottima qualità dei software attuali, disponibili a prezzi accessibili per tutti, e al fatto che – a differenza di prima – oggi è possibile mixare anche in cuffia con risultati soddisfacenti (quindi senza rimetterci un rene in casse monitor super top e trattamento acustico), imparare almeno le basi del mixaggio offre vantaggi enormi.

Quello che succede a tantissimi dei musicisti e producer a cui insegno a mixare i propri brani, è rendersi conto che capire il mixing aiuta a capire la produzione. Spesso infatti una traccia suona male non perché è stata mixata male, ma perché è stata prodotta male.

Un musicista che comprende le logiche della post produzione audio fa scelte più consapevoli in fase di produzione. Si innesca così un circolo virtuoso che fa sì che poi anche i mix suonino meglio, anche quando fatti da altri.

Se poi l’obiettivo è avere il pieno controllo sul sound della produzione e non si ha l’ambizione di rivaleggiare con i big del settore, fare da sé oggi è effettivamente una soluzione realizzabile. A patto di studiare come fare.

So che dicendo così sto in qualche modo tirando l’acqua verso il mio mulino, perché parte della mia attività è proprio insegnare il mixaggio a chi produce in home studio. Lo faccio lavorando su progetti reali, in modo da mostrare nella pratica cosa fare, quando e come, così che anche la persona meno avvezza ai tecnicismi impari un metodo che può replicare su qualsiasi suo altro brano.

Puoi ovviamente seguire la strada che preferisci per formarti, ci sono anche scuole e tanti libri che spiegano per bene tutto il processo. L’importante è avere un approccio al mixing d’insieme. Vedere video tutorial random su YouTube non basta, ha senso per risolvere problematiche specifiche, ma così non impari a mixare. Lavorando in modo consapevole, potresti non aver più bisogno di affidare ad altri la post delle tue tracce, e allora sì che i risparmi saranno notevoli.

Solo un’ultima cosa prima di salutarti: se proprio non ne vuoi sapere di imparare come si fa, posso comunque aiutarti facendo il mix dei tuoi brani personalmente. Scrivimi qui per raccontarmi il tuo progetto e chiedere un preventivo senza impegno.

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