Registrare la Batteria con la Tecnica Glyn Johns
Registrare la Batteria con la Tecnica Glyn Johns

Registrare la Batteria con la Tecnica Glyn Johns

Tra tutti i modi in cui si può registrare la batteria, uno dei più validi è quello inventato e usato da uno dei più eminenti audio engineer e producer britannici di sempre. La tecnica Glyn Johns prende il nome proprio da questa persona, un tecnico che ha plasmato il sound delle batterie di Led Zeppelin, Who, Rolling Stones, Beatles e di tanti altri nomi iconici del rock.

Attenzione, la tecnica resa famosa da Glyn Johns è si vecchia, ma non datata. Sono due cose molto diverse. Anche in produzioni moderne, che strizzino l’occhio al vintage o meno, questo modo di riprendere la batteria acustica resta uno di quelli più apprezzati, per resa sonora e per economicità.

In questo articolo ti mostro in cosa consiste e come puoi sfruttarla per ottenere un bel suono di batteria con pochi sforzi e spendendo poco.

Cos’è la tecnica Glyn Johns

Cos'è la tecnica Glyn Johns
Glyn Johns nei primi anni di carriera. Image credits: Rock and Roll Hall of Fame

Glyn Johns inizia la sua carriera sul finire degli anni ’50 e passa i tre decenni successivi in studio ad aiutare mostri sacri del rock a diventare tali.

La sua legacy è legata, tra le altre cose, alla tecnica di registrazione della batteria che oggi porta il suo nome. Lo scopo di questo approccio nella ripresa è ottenere il suono migliore possibile sfruttando il numero minore possibile di microfoni.

Pochi microfoni uguale poca complessità e – grosso vantaggio per chi lavora in home studio – relativa poca spesa per acquistarli. Aggiungo poca complessità non solo in registrazione, ma anche in mixaggio. Un conto è editare, applicare effetti e bilanciare 3/4 tracce, un altro conto è fare lo stesso lavoro su 10 o 20 canali.

La tecnica Glyn Johns prevede infatti l’utilizzo di appena quattro microfoni (o addirittura si può scendere a soli tre). Ho già descritto sul blog una tecnica simile nell’articolo Come Microfonare la Batteria: il Metodo più Semplice con 4 Microfoni.

Quella di cui ti sto parlando qui tuttavia si differenzia drasticamente nell’utilizzo dei microfoni panoramici. Il numero di microfoni è sempre quello, cambia il posizionamento. Entrando più nel dettaglio, i microfoni previsti sono:

  • 2 overhead
  • 1 per la cassa
  • 1 per il rullante

Gli overhead fungono da panoramici per l’intero kit, mentre quello della cassa e quello del rullo sono d’accento. Volendo è possibile escludere uno di questi ultimi nel caso in cui non si abbia la necessità di dare enfasi a quel pezzo particolare. Ed ecco che da quattro si passa potenzialmente a tre. Non si può escludere nessun overhead invece, altrimenti staremmo parlando d’altro.

Registrare la batteria passo per passo

Non mi vorrei dilungare troppo a descrivere tipo e posizionamento dei microfoni per la cassa e il rullante perché valgono le stesse identiche regole della tecnica descritta nell’articolo che ho menzionato e linkato prima.

Ti rimando alla sua lettura per un approfondimento sul posizionamento dei microfoni per cassa e rullo, qui riassumo all’osso così: usa microfoni cardioidi; scegli dinamici e posizionali più vicini alle pelli per limitare i rientri o preferiscili a condensatore e posizionali più lontani per un timbro più naturale.

Più in basso ti do comunque indicazioni più specifiche sul tipo di microfoni da preferire.

Come posizionare i microfoni overhead

È necessario che mi soffermi invece sul ruolo degli overhead, perché è proprio il modo in cui si posizionano che rende peculiare questa tecnica. Che poi “overhead” fino a un certo punto, capirai meglio tra un attimo.

Di norma il kit di batteria nel suo insieme viene ripreso da una coppia di microfoni posizionati sopra la testa del batterista, da cui appunto overhead.

Nella tecnica Glyn Johns invece solo uno dei due viene posizionato sopra, mentre l’altro è posto a un lato del kit. Ho preparato uno schemino per spiegarmi meglio. Guarda qua:

Come posizionare i microfoni overhead - Glyn Johns

Il posizionamento dei microfoni panoramici sulla batteria è quindi questo:

  • 1 microfono posto sopra il kit, puntato verso il centro del rullante, a una distanza di circa un metro da quest’ultimo.
  • 1 microfono posto sul lato del kit, idealmente di poco esterno rispetto al timpano, a circa 10-15 cm sopra il suo bordo superiore. Può essere puntato o perpendicolarmente rispetto al microfono posto sopra, o essere leggermente inclinato verso il rullante.

È proprio il posizionamento di questi due microfoni a rendere particolarmente aperte stereofonicamente le batterie registrate con questa tecnica. Panpottando i due panoramici in mix a destra e sinistra, l’immagine si apre nettamente di più rispetto a quanto accade quando si sceglie ad esempio la tecnica XY.

C’è più lavoro da fare e bisogna stare più attenti ai dettagli, ma il risultato che potenzialmente si può ottenere ripagherà lo sforzo.

Controllo della fase e della simmetria stereo

Dato che il posizionamento dei panoramici li pone molto lontani l’uno dall’altro è essenziale, per tenere la simmetria di tutta la batteria in ripresa, che siano equidistanti da un focus principale nel cuore del kit. Di norma questo focus è il centro del rullante. Devono quindi avere la stessa identica distanza da questo punto.

Puoi ovviamente usare un metro per fare la misurazione, o se non ne hai uno a portata di mano puoi usare un cavo audio e tenere il segno così. L’importate è non trascurare la misurazione.

Con i due panoramici posti alla stessa distanza rispetto al rullante si limitano i problemi di fase, ma non su tutto, solo sul rullo. Non bisogna infatti trascurare il fatto che, eccezion fatta proprio per il solo rullo, tutti gli altri suoni generati dai restanti pezzi del kit arriveranno ai microfoni in momenti diversi (per via della diversa distanza appunto).

Di base non è un male assoluto, anzi sono proprio le variazioni di fase che contribuiscono alla percezione dell’apertura stereofonica, qualità che si ricerca di proposito. Però ecco, un controllino con un correlation meter dopo aver posizionato i microfoni e prima della registrazione definitiva non è una brutta idea. Spiego come funziona questo strumento (plugin) nel video dedicato ai migliori plugin da mastering gratuiti. Cambia il contesto ma il modo di leggere la fase dei segnali stereo è lo stesso.

NOTA: se guardi il video, il plugin in questione si chiama Correlometer.

Post Produzione Audio - Editing Mixaggio Mastering

La Glyn Johns in home studio

Per chi vuole registrare la batteria, anche in casa, la tecnica Glyn Johns è una valida opzione. Come ogni altra ha dei pro e dei contro, perciò è bene saperlo e conoscerli in anticipo.

Il fatto di avere tutti i microfoni relativamente vicini alla batteria non è sufficiente a escludere la ripresa del suono ambientale. È utilissimo acquisire il sound dell’ambiente quando si registra una batteria, ma a patto di farlo in una stanza con una buona acustica. In caso contrario, il “suono della stanza” disturba, invece che aiutare. Se si registra in un piccolo studio con un’acustica non bilanciata, adottare questa tecnica non potrà comunque fare miracoli.

È uno dei motivi per cui con questa tecnica è preferibile usare microfoni cardioidi. Anche su questo tema ho già scritto in modo approfondito, trovi tutto quello che c’è da sapere nell’articolo Cos’è un Diagramma Polare e quale scegliere in Registrazione.

Un grande pro è che usare solo 4 microfoni, o addirittura appena 3 se si sceglie la variante della tecnica Glyn Johns che tiene fuori dal conteggio il microfono dello snare o del kick, consente di tenere basso il costo effettivo della registrazione. Non solo bastano pochi microfoni, ma di conseguenza basta anche un’interfaccia audio con pochi ingressi microfonici. La SSL 12 o la Focusrite Scarlett 18i16 (4°gen) per l’home studio possono essere delle buone scelte.

Su quali microfoni usare per la Glyn Johns ti ho già dato delle indicazioni. Chiudo il cerchio dicendoti che per cassa e rullo tra dinamici, a condensatore o a nastro non c’è una preferenza specifica (al netto delle eccezioni relative alle variabili peculiari di ogni tipologia). Sui panoramici si escludono invece per ovvi motivi i dinamici.

Andando ancora più nello specifico e arrivando a marchi e modelli precisi, ti suggerisco di scegliere uno di quelli che trovi elencati (e motivati) in queste guide all’acquisto, nelle quali mostro i modelli che a mio personalissimo parere si possono considerare tra i migliori microfoni per batteria, per ogni rispettiva fascia di prezzo:

Post-registrazione e link utili

Dopo aver registrato dovrai passare alle fasi successive: editing e mixing. Per ottenere risultati migliori anche in queste fasi ti suggerisco la lettura di questi articoli:

Per guide più avanzate ci sono poi le mie lezioni online.

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