Riverbero a Convoluzione: Cos’è, Come e Quando Usarlo
Riverbero a Convoluzione - Cosa e Come e Quando Usarlo

Riverbero a Convoluzione: Cos’è, Come e Quando Usarlo

Il riverbero non è un effetto qualsiasi, è ciò che crea il mood di un brano, che ne definisce lo spazio e lo rende coinvolgente. Tra le opzioni disponibili per le DAW, ci sono due grandi famiglie da cui attingere: riverberi algoritmici e riverberi a convoluzione.

In questo articolo mi concentrerò a descriverti la seconda di queste famiglie, pur specificando cosa la differenzia dalla prima. Ti mostrerò cosa rende speciale un riverbero a convoluzione, come funziona, quando dovresti usarlo e quando no.

Ti indicherò anche dei riverberi plugin specifici per poter applicare subito alle tue produzioni questa bellissima tipologia di effetti, e infine ti farò sentire degli esempi audio così da farti comprendere ancora meglio come “suonano” questi riverberi.

Cos’è il Riverbero a Convoluzione

Cos'è il Riverbero a Convoluzione

Il riverbero a convoluzione è un particolare tipo di riverbero che basa il suo funzionamento su Impulse Response (IR), ovvero registrazioni reali di spazi acustici. In realtà ci sono anche plugin che si basano su registrazioni di riverberi hardware, ma di questo te ne parlerò più avanti. Per il momento stiamo sugli ambienti reali.

In breve funziona così: si riproduce un impulso sonoro (come uno sweep velocissimo di una sinusoide) in uno spazio reale, si registra la risposta acustica dell’ambiente e la si incorpora in un plugin, così da poter essere applicata alle tracce audio.

Il funzionamento è quindi drasticamente diverso da quello di un riverbero algoritmico, dove l’ambiente viene simulato matematicamente. La convoluzione audio invece consente di replicare con un’ottima fedeltà un ambiente fisico reale.

Alla faccia di chi suda sette camicie per togliere il riverbero da una registrazione, con un riverbero a convoluzione si riesce a inserire in uno specifico spazio a scelta qualsiasi traccia della propria sessione di lavoro.

Quando usare il Riverbero a Convoluzione

Ci sono casi e casi. Alle volte è meglio stare sugli algoritmici, ma più spesso di quanto si possa immaginare i riverberi a convoluzione danno un risultato migliore. Considerando che la qualità del riverbero fa tanto nella qualità complessiva di un mix, sceglierlo bene diventa un fattore critico da non trascurare. Eh no, non va bene caricare il primo che capita.

Non si tratta tanto di “quanto suona bene” un dato riverbero, ma piuttosto di “quanto è adatto” quel particolare effetto in quella specifica situazione. Qui di seguito ti faccio perciò un breve scherma, simile a quello che faccio ai miei studenti che seguono le mie lezioni di mixing, che ti aiuterà a capire quando è meglio usare cosa.

Dopo ti indicherò anche dei plugin specifici e te ne farò sentire qualcuno in azione.

I Vantaggi

Il primo e più importante pro di un riverbero a convoluzione è che se cerchi un riverbero realistico, ottieni esattamente quel che cerchi. L’impressione di spazio autentico risultante dalla sua applicazione è spesso complicata, o proprio impossibile da raggiungere con un riverbero algoritmico.

Con un riverbero a convoluzione si possono proiettare i propri strumenti in spazi e sale di ripresa iconici, a un costo nemmeno paragonabile a una vera ripresa effettuata in loco. Ti sarebbe piaciuto registrare le tue tracce agli Sound City Studios di Los Angeles (dove hanno registrato, tra gli altri: RHCP, Nirvana, U2, Metallica e Slayer)? Bene, carichi sulla tua DAW il Sound City Studios plugin di Universal Audio e in un attimo sei lì.

Vuoi posizionare il tuo coro nella cattedrale di Notre Dame? Che problema c’è! Basta che apri Altiverb e scegli questo IR tra i centinaia offerti dal plugin.

Il realismo garantito da questa categoria di riverberi si presta particolarmente bene per produzioni acustiche, che siano piccole sessioni voce e chitarra / voce e piano, o sessioni che comprendono intere orchestre (reali o virtuali).

Alcuni riverberi a convoluzione consentono inoltre di sfruttare più IR per il medesimo ambiente, registrati in punti diversi dello stesso. Ciò permette di posizionare gli strumenti non solo in quel dato spazio, ma anche in uno specifico punto al suo interno.

È ciò che è possibile fare ad esempio anche con alcuni spazi selezionabili su Revolv, che ho recensito in questo articolo.

Gli Svantaggi

Non è però tutto rose e fiori. La carenza principale dei riverberi a convoluzione è che sono poco personalizzabili. Se l’ambiente simulato non ti va bene, puoi cambiare ambiente, ma difficilmente potrai modificarne uno a tuo piacimento così come puoi fare con un riverbero algoritmico.

Allo stesso tempo, difficilmente potrai creare effetti stravaganti. Di norma gli unici parametri su cui si può agire – oltre all’ovvio mix dry/wet – sono pre-delay e decay, inteso quest’ultimo come moltiplicatore del decay originale. Si, magari trovi anche un HPF o un eq di base, ma nulla di più.

Inoltre, dato che le risposte all’impulso (gli IR) sono di fatto dei file audio, se voglio un plugin che contenga molti ambienti (e quindi molti IR) dovrò considerare uno spazio occupato su disco anche di alcuni GB.

Per finire, se scelgo IR molto lunghi, in stereo e ad alta risoluzione, potrei mettere parecchio sotto sforzo la CPU del mio computer.

Come puoi vedere le limitazioni di un riverbero a convoluzione ci sono, ecco perché seppur di qualità non si usano sempre.

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Convoluzione vs Algoritmico: Quale Scegliere

Alla luce di quanto detto finora vediamo ancora più nel concreto quando è meglio scegliere l’uno e quando l’altro.

Preferisci un riverbero a convoluzione quando:

  • Cerchi realismo.
  • Vuoi ricreare il sound di una specifica sala da ripresa.
  • Lavori su produzioni acustiche, di qualsiasi tipo, dalle band all’orchestrale.
  • Lavori su audio per video e devi ricreare attorno a dialoghi doppiati e foley gli ambienti che si vedono in video.

Scegli invece un riverbero algoritmico quando:

  • Ti serve avere massima personalizzazione dei parametri.
  • Cerchi effetti creativi (shimmer, reverse, rev infiniti ecc.), tipo quello che mostro in questo breve short.
  • Lavori su produzioni elettroniche.
  • Hai bisogno di risparmiare CPU.

Riverberi a Convoluzione Plugin

Oltre a quelli già citati, vorrei segnalarti anche qualche altro riverbero a convoluzione plugin che merita attenzione. Ne ho mostrati alcuni nell’articolo dedicato ai riverberi per mixare rock e metal, ti rimando alla sua lettura se lavori su questi generi. Altrimenti valuta uno di questi:

Spaces II - East West

Spaces II. Sviluppato da East West, comprende le riprese di oltre 1.000 ambienti, dalle sale da concerto agli studi di registrazione, passando per chiese, catacombe, stazioni dei treni e altri spazi più o meno tradizionali.

L’interfaccia è super basilare e la varietà di spazi simulabili enorme. Non è proprio economico ma costa comunque meno della metà di Altiverb.

Fog Concolver 2 - AudioThing

Fog Convolver 2. Ad un costo decisamente più ragionevole c’è la proposta di AudioThing. Qui gli IR sono oltre 600 e l’impronta generale del plugin è quella di un tool adatto alla sperimentazione. Un po’ l’eccezione alla regola nella categoria.

Oltre alla simulazione di ambienti acusticamente adatti per normali procedure di mixaggio, sono presenti un gran numero di risposte all’impulso non convenzionali, che lo rendono più che adatto come strumento creativo e di sound design.

In questo senso può essere usato per trasformare radicalmente il suono di una traccia, inserendolo direttamente in insert su di essa.

Non bastasse, per chi non si accontenta di quanto già presente on board, è possibile importare sul plugin anche i propri IR.

VSL Synchron Stage Reverb

Synchron Stage Reverb. Il riverbero a convoluzione VSL è adatto a qualsiasi circostanza di mix, ma a mio parere è particolarmente apprezzabile quando applicato su sessioni orchestrali, film music e cinematic in genere.

Ricrea lo Stage A del Vienna Synchron Stage, specificamente progettato per la ripresa di orchestre in contesti cinematic. Giusto per citare alcune delle colonne sonore registrate qui: Captain America: Brave New World, Guardiani della Galassia vol.3, Mission: Impossible – Dead Reckoning. Ci siamo capiti.

Ascolta le differenza tra Algoritmici e a Convoluzione

L’ultima cosa che manca per comprendere appieno quale riverbero usare e quando, è sentirli entrambi in azione.

Ho preparato alcuni esempi audio. Su una traccia vocale ho simulato una piccola room e un enorme hall, usando sia un algoritmico che uno a convoluzione. Ho cercando di tenere i parametri equivalenti tra i due effetti (dimensioni ambiente, durata coda) così da rendere l’esempio più equo possibile, e per entrambi ho tenuto un mix dry/wet del 50%, così da sentire l’effetto in modo marcato.

I plugin che ho usato sono due dei riverberi compresi su Cubase: REVerence (a convoluzione) e REVelation (algoritmico).

Questa è la voce dry.

Questa è la voce con l’argoritmico room.

E qui la voce con quello a convoluzione, sempre room.

Nel contesto di un mix potrebbero andare bene entrambi. Certo è che le differenze tra i due riverberi sono sostanziali. Quello algoritmico è innaturalmente “grosso”, a differenza di quello a convoluzione che risulta parecchio più “sobrio”.

Ho poi applicato alla stessa voce anche un riverbero grande e lunghissimo, quello che spesso trovi indicato nei preset dalle label cathedral o church.

Questo è l’algoritmico.

E questo quello a convoluzione.

La differenza tra i due qui è ancora più marcata. Quello a convoluzione è estremamente più morbido, il suo inviluppo è più naturale e si avverte come il timbro tenda a variare nel tempo, così come avviene realmente in ambienti molto grandi. Al contrario l’algoritmico è ingiustificabilmente frizzante sulle alte e più “dritto”. Per non parlare poi del modo in cui i due plugin ricreano le prime riflessioni: molto nette e presenti sull’algoritmico, sfumate sull’altro.

Di nuovo, in un contesto di mix potrebbero comunque andare bene entrambi, a patto di scegliere quello più adatto al genere che si tra trattando.

Convoluzione: Riverberi ma non solo

Spero di essere riuscito a trasmettere il messaggio che la convoluzione è imbattibile per quanto riguarda il realismo, mentre con l’algoritmico è più facile dare sfogo alla creatività.

Ne ho solo accennato prima, ma devi sapere che oltre alla ricreazione di ambienti reali ci sono anche altre applicazioni pratiche della convoluzione. Quella più vicina al mondo dei riverberi per come te li ho mostrati finora prevede la creazione di IR a partire non da ambienti fisici, ma da hardware che a loro volta emulano ambienti fisici.

Ecco perché è relativamente facile oggi avere su plugin l’esatto suono delle macchine per gli effetti usate negli studi duranti gli anni ’70 e ’80, perché si possono facilmente creare risposte all’impulso (da caricare su plugin) a partire dai preset delle controparti fisiche.

Tutto un altro capitolo potrebbe essere poi aperto parlando di emulazioni di hardware per chitarra e basso. Amplificatori, cabinet e pedali effetto sono ricreati – anche – tramite questo sistema, che garantisce un’emulazione sufficientemente fedele.

Ma questa, appunto, è tutta un’altra storia. Avrò modo di riprendere il discorso in un prossimo articolo.

Per il momento mi limito a dirti che se volessi approfondire ulteriormente la conoscenza dei riverberi a convoluzione, potrei aiutarti a integrarli meglio nelle tue produzioni con delle lezioni personalizzate online.

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