UVI Meteor: Virtual Instrument per Risers, Impacts, Downers e Whooshes | Recensione

Ti sei mai chiesto come sia possibile ricreare gli effetti sonori che senti nella musica da trailer o nelle colonne sonore dei videogame?

Se la risposta è si, lo strumento virtuale che ti presento quest’oggi risponderà alla tua domanda!

Ti presento Meteor, il virtual instrument di UVI che offre un vastissimo catalogo di Risers, Impacts, Downers, Whooshes e tutti i più classici (e non) effetti sonori che sei abituato a sentire nelle produzioni multimediali di ogni tipo.

Sono molto felice che UVI mi abbia consentito di provare la sua ultima creazione, e lo sono altrettanto di farla conoscere anche a te :)

UVI Meteor

Ufficialmente UVI presenta Meteor come Swell and Impact Designer.

Difatti è un designer a tutti gli effetti, in grado di creare da zero o di plasmare a piacimento i preset già presenti sullo strumento.

Dal video trailer qua sopra avrai già capito le potenzialità di questo prodotto e quali potrebbero essere le sue applicazioni pratiche.

Vediamolo però insieme nel dettaglio, partendo dalla sua interfaccia.

Interfaccia e Funzionamento

L’interfaccia di Meteor è divisa in una finestra principale e in varie altre finestre secondarie.

Ogni preset può essere modificato da qualsiasi finestra. Quello che cambia è il grado di personalizzazione raggiungibile da ognuna.

Se ad esempio nella finestra principale è possibile cambiare patch memorizzate o regolare il volume dei layer componenti le stesse, dalle altre finestre è possibile applicare e modulare effetti, anche in relazione ai diversi layer indipendenti.

Ogni patch è “accordata” sulla stessa nota, C4, ma può essere suonata su qualsiasi nota, quindi con altezze diverse, dalla più grave alla più acuta. Un po’ come succede su un qualsiasi campionatore.

Allontanandosi dalle due ottave centrali, nelle quali il sound dà il suo meglio, questo tende a snaturarsi, perdendo le peculiarità del preset. Ciò non significa però che non sia utilizzabile in questo senso con profitto quando si cercano sonorità inusuali.

I suoni di partenza sono stati realizzati in tre modi differenti:

  1. Registrazione di strumenti orchestrali, specialmente archi, ottoni e percussioni
  2. Field recording e foley, ripresa cioè di oggetti di diverso materiale ripresi con svariate tecniche di registrazione
  3. Sintesi sonora, utilizzando il synth UVI Falcon per la creazione di timbri anche molto differenti tra loro

Entriamo ora nello specifico di ogni finestra e dei diversi suoni, così da poter essere in grado di padroneggiare meglio lo strumento.

Dopodiché te lo farò sentire in azione, così che possa apprezzarne tu stesso le capacità.

Finestra Main

UVI Meteor - Recensione - interfaccia

La finestra Main è quella con la quale si apre lo strumento.

I due grossi slider centrali regolano volume e Thrust, il modo con cui UVI chiama un mix di compressione multi-banda ed enhancer.

All’aumentare di questo parametro i suoni diventano più aggressivi. Vice versa un basso valore del Thrust corrisponde a effetti più tenui.

Sulla sinistra sono presenti due grossi tasti recanti le sigle Rise e Impact.

Questi due controlli pilotano le due parti con le quali può essere creato un suono, ovvero una parte in crescendo (Rise) e una contenente un suono percussivo (Impact).

I piccoli fader presenti sotto ogni voce fanno invece parte di un piccolo mixer che gestisce i volumi di ogni layer (ogni generatore sonoro), 3 per la parte Rise e 4 per la parte Impact.

Sulla destra infine sono presenti i controlli per la durata dell’effetto, impostabili in secondi o, nel caso si applichino a composizioni, in battute o divisioni.

Finestra Edit

UVI Meteor - Recensione - editDalla finestra Edit si selezionano quali suoni costituiranno le due sezioni della patch, Rise e Impact appunto.

Si possono occupare tutti gli slot disponibili o anche solamente uno. Vien da sé che maggiore sarà il numero di campioni utilizzato per generare la patch, più complesso sarà il suono risultante.

Le sorgenti sonore di partenza sono diverse centinaia, che combinate tra loro danno vita a una palette di combinazioni spropositata.

Inoltre ogni layer è modulabile in altezza ed è possibile applicare singolarmente a esso più tipi di distorsione ed equalizzazione.

Finestra Mod

UVI Meteor - Recensione - modLa finestra Mod è riservata agli effetti di modulazione temporale, applicabili al Rise, all’Impact, o a entrambi contemporaneamente. Più nello specifico sono presenti:

  • LFO Volume – per la modulazione del volume tramite LFO
  • Motion Filter – una sorta di step sequencer relativo all’applicazione di un LPF
  • Motion Pan – per la modulazione temporale della posizione stereofonica del suono

Finestra FX

UVI Meteor - Recensione - fx

Infine nella finestra FX sono presenti gli effetti applicabili all’intera patch.

Questi sono i classici Riverbero, Delay, Equalizzatore e Width (apertura stereofonica).

In Prova

Meteor è uno di quei virtual instrument coi quali quando inizi a scorrere i preset non smetti finché non li hai sentiti tutti. Come le noccioline, uno tira l’altro ;)

Sembra strano pensare di avere sonorità così differenti per effetti sonori che tuttavia svolgono spesso lo stesso identico ruolo nei contesti nei quali vengono applicati.

Eppure si passa con disinvoltura da suoni organici, a suoni metallici, a suoni completamente originali.

La qualità dello strumento è molto alta, tale per cui può essere usato anche per produzioni di alto calibro. A mio parere non ha da temere confronti con sample libraries più costose, tutt’altro.

A differenza di altre alternative presenti sul mercato, che siano esse espresse sotto forma di sample library (magari per Kontakt) oppure come sample pack, con Meteor si ha una marcia in più e un risparmio di tempo considerevole per un motivo ben preciso: non si ha la necessità di usare più istanze del VSTi per fare layering, per creare cioè più “strati” sonori.

Questa pratica è fondamentale in sound design per rendere un effetto sonoro unico e d’impatto. Meteor, integrando già all’interno di una singola istanza fino a 7 “strati”, consente di limitare l’affollamento nelle sessioni di lavoro.

Ho trovato molto comoda anche la possibilità di sincronizzare ogni patch con la velocità del progetto nel quale si utilizza, o di sceglierne in alternativa la durata esatta in secondi.

Onestamente fatico a trovare un vero e proprio contro.

Come promesso a inizio post è giunto il momento di farti sentire Meteor in azione, ecco quindi alcune demo audio fornite direttamente da UVI.

Prezzo e Specifiche

Meteor necessita per il suo funzionamento di UVI Workstation (viene letto come una sua libreria), scaricabile gratuitamente dal sito UVI.

In alternativa è possibile utilizzarlo tramite Falcon, l’immenso synth/campionatore della company francese.

È disponibile quindi in stand-alone o come plugin nei formati VST, AAX e Audio Units, per Windows e macOS.

Meteor contiene già al suo interno oltre 600 preset, basati su quasi 4.000 sample registrati a 96KHz e disponibili a 48KHz.

La dimensione dell’intero strumento è di circa 7GB, e per il suo corretto funzionamento sono raccomandati hard disk da 7.200rpm o SSD e 8GB o più di RAM (per le patch più complesse).

Il prezzo di vendita è attualmente di 149€.

Per maggiori informazioni visita la pagina ufficiale sul sito UVI.

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Category: Virtual Instruments

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